
Lamezia Terme - Le ragioni del “no” alla riforma costituzionale, in vista del voto del 22 e 23 marzo prossimi, sono state illustrate nel corso di un incontro promosso dal Circolo territoriale di Cinquestelle Lamezia, dal titolo “Quando la politica vuole controllare la giustizia”, introdotto da Luigi Stranieri, coordinatore provinciale del Movimento Cinquestelle.
"Siamo qui oggi in Calabria per dire fortissimo il nostro no a questo referendum costituzionale sulla separazione delle carriere che altera profondamente il rapporto equilibrato tra poteri dello Stato, dando una prevalenza al potere esecutivo rispetto alla magistratura, e questo danneggia un diritto primario dei cittadini che è il diritto all'uguaglianza conclamato in quella frase che si legge nei tribunali: la legge è uguale per tutti”." Così, l'onorevole Alfonso Colucci, deputato e capogruppo M5S in Commissione Affari costituzionali
“Noi - ha aggiunto - vogliamo che dalla Calabria parta forte un messaggio che la giustizia sia una giustizia equa per tutti i cittadini e che chi ha potere sia soggetto al controllo di legalità, esattamente come ogni cittadino comune, anzi con degli obblighi rafforzati per cui da qui parte forte la nostra battaglia per il no al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. Sui due CSM e sull’alta corte penso si tratti non solo di sprechi, ma anche di inefficienza e lei consideri che questa riforma della giustizia non serve a creare una giustizia più sicura, più veloce per i cittadini, nessuna riforma del sistema giustizia quindi. Il cittadino comune - ha concluso Colucci - non avrà alcun vantaggio da questa separazione delle carriere mentre risulterà rafforzato il potere del governo rispetto alla magistratura. Questo governo si caratterizza per politiche della giustizia che il movimento cinquestelle non può condividere. Non condividiamo quanto scrive il ministro Nordio nel suo libro per il quale non si dovrebbe spendere in intercettazioni, se si parla di modeste mazzette, ma cos'è modesta mazzetta 10.000 15.000 20.000? Ce lo dica il ministro Nordio. Noi pensiamo che una ministra come la Santanchè debba dimettersi a seguito dei rinvi a giudizio e degli scandali che l'hanno coinvolta investita noi pensiamo che la giustizia debba essere una giustizia uguale per tutti”.
Dal canto suo, l'onorevole Anna Laura Orrico, coordinatrice regionale del M5S, ha aggiunto: “Siamo a Lamezia per ribadire un no convinto a questa riforma che non riguarda l'efficienza della della giustizia, o un miglioramento della qualità del nostro sistema giudiziario. È L 'ennesima manovra che la destra al governo di questo paese, vuole fare non solo per attaccare l'indipendenza e l'autonomia della magistratura, ma soprattutto per sottoporla al controllo della politica e quindi garantire l'immunità della cosiddetta casta dei colletti bianchi corrotti, e di chi ovviamente corrompe per cui noi siamo convinti che siano altre le emergenze del nostro paese che ci sia un'emergenza lavoro che ci sia un'emergenza economica che ci sia un'emergenza dei salari, un'emergenza infrastrutturale che quindi siano altre le priorità. Ma d'altronde - ha chiosato la Orrico - l'unica riforma che probabilmente questo governo porterà a casa è proprio quella della giustizia, ma noi siamo convinti che le persone mano a mano che vengono informate sapranno scegliere con coscienza. E di fatto diciamo che questa riforma della giustizia fa il paio con la riforma della legge elettorale che apre ad una pericolosa deriva autoritaria nel nostro paese. Non si può assolutamente concepire che una coalizione che ottiene solo il 40% dei consensi possa avere una maggioranza bulgara all'interno delle camere parlamentari. Quindi è una riforma elettorale iniqua, una riforma elettorale che premia chi attualmente sta al governo e soprattutto dimostra la paura di questo governo di questa maggioranza di centrodestra di mettersi in gioco con un sistema proporzionale puro e soprattutto con le preferenze”. Hanno portato il loro contributo alla discussione, l’avvocato Mario De Grazia del Comitato per il no di Lamezia e l’altro deputato del Movimento Cinquestelle, Riccardo Tucci.
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