
Lamezia Terme - Sono due le delibere della Corte dei conti inviate al Comune di Lamezia Terme per avere chiarimenti sullo "stato finanziario" dell'Ente di via Perugini. La numero 53 e la numero 54 del 24 marzo 2026. Verifiche oggetto di polemiche fra i partiti ma dalle quali, a di là delle interpretazioni e degli "alibi" da parte dell'Amministrazione, emergono verità inconfutabili sulle condizioni in cui versa il Comune di Lamezia Terme. Della seconda delibera tuttavia, si sa poco o nulla, pur se precede numericamente quella ormai "nota" e dibattuta.
Si tratta della numero 53 che si occupa dei controlli interni al Comune di Lamezia, dedicando un’appendice ai Fondi Pnrr e come detto, nonostante pubblicata sul sito dell'Ente, poco o per nulla conosciuta. La Corte accerta "la parziale adeguatezza del sistema dei controlli interni del Comune di Lamezia e lo invita ad adottare misure necessarie tese al miglioramento del funzionamento...". Si parla di "migliorare il controllo successivo di regolarità amministrativa e contabile , garantendo l’adozione di motivate tecniche di campionamento, su base statistico-probabilistica, in conformità all’art. 147 bis del Tuel; *di rendere maggiormente operativo il controllo di gestione e il controllo strategico, nonché il controllo sugli equilibri finanziari; di rafforzare il controllo sugli organismi Partecipati, attraverso un monitoraggio periodico, prestando particolare attenzione agli accantonamenti predisposti con il Fondo perdite; adottare la Carta dei servizi, nonché avviare un raffronto con la qualità di servizi garantita da altre amministrazioni (benchmarking), prevedendo forme di coinvolgimento attivo dei portatori di interesse (stakeholders) nella fase di definizione degli standard di qualità.
Il Pnrr
La Corte dedica molta attenzione al Pnrr con un'apposita appendice alla delibera, affermando che "pur prendendo atto dell’intenzione del Comune di introdurre, nel nuovo Regolamento, uno specifico allegato dedicato ai controlli Pnrr, nonché dell’attività di mappatura dei processi e dei rischi corruttivi effettuata nell’ambito del Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) 2023/2025, la Sezione rileva che tali iniziative, allo stato, essendo successive al periodo esaminato, non appaiono idonee a colmare le carenze riscontrate sul piano operativo e sistemico per l’annualità oggetto del controllo. La Sezione si riserva di verificare, in sede di successivo ciclo di controllo, l’adozione delle misure correttive richieste e il superamento delle criticità rilevate". Dunque, di "dotarsi di un sistema di controllo sul Pnrr adeguato alla normativa ed integrato dalle previsioni regolamentari".
Al riguardo, scrive la Corte, "l'Organo politico (il Comune) non ha emanato specifiche direttive al fine di ottimizzare il ciclo di gestione tramite auditing finanziarie contabili/performance. Ancora, il sistema informativo: non raccoglie i dati sullo stato di avanzamento procedurale, finanziario e fisico degli interventi del Pnrr, al fine di garantire la successiva archiviazione informatica nel sistema ReGis; I sistemi informatici non integrano tempestivamente i flussi informativi a supporto della funzione strategica e di quella gestionale, ciò che gli comporterebbe una verifica in corso d’opera circa il reale conseguimento degli obiettivi del Pnrr nei tempi programmati, permettendo di adottare eventuali provvedimenti correttivi nel corso della gestione". Con la delibera numero 54, quella più citata nei giorni scorsi ed oggetto di polemiche tra le forze politiche, l'organo di controllo dava indicazioni più o meno conosciute e in vero, rese pubbliche in parte dalla stessa Amministrazione che ha cercato di fornire risposte.
Fra le criticità rilevate dalla Corte "ai sensi dell’art. 148 bis del Tuel, in quanto suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio dell’Ente, con riferimento all’esercizio 2024, i mancati accantonamenti a garanzia del debito residuo per la fornitura idropotabile relativa agli anni 1981-2004 e per il debito Rsu verso la Regione Calabria; la non corretta determinazione del fondo contenzioso/passività potenziali, del fondo crediti dubbia esigibilità e del fondo perdite società partecipate; la mancata completa riconciliazione dei rapporti finanziari intercorrenti tra l’Ente e le società partecipate; l'inattendibilità della Fpv (Fondo pluriennale vincolato) di parte capitale e della parte vincolata/destinata agli investimenti; il reiterato riconoscimento di debiti fuori bilancio e ridondante presenza di pignoramenti; le discordanze tra gli incassi e i pagamenti; la lentezza delle riscossioni delle entrate proprie in conto residui e dell’attività di recupero evasione".
La Corte dei conti dispone quindi "che il Comune di Lamezia adotti, entro 60 giorni dalla comunicazione, le misure correttive idonee a rimuovere le criticità sopra evidenziate e, in particolare, è necessario che il suddetto Ente provveda: a costituire gli accantonamenti a garanzia del debito residuo per la fornitura idropotabile relativa agli anni 1981-2004 e per il debito Rsu verso la Regione Calabria in sede di rendiconto dell’esercizio 2025; a trasmettere l’atto consiliare di ripiano del disavanzo residuo ex art. 243 quinquies del Tuel; a trasmettere l’atto consiliare di ripiano della quota di disavanzo applicata al Bilancio 2024 e non recuperata; a monitorare i flussi di cassa rinvenibili sul portale Siope al fine di addivenire alla concordanza e attendibilità dei dati riportati fra i vari documenti contabili, e a garantire la trasparenza e correttezza degli stessi; per la corretta determinazione del fondo pluriennale vincolato e della parte vincolata/destinata agli investimenti del risultato di amministrazione; ad adeguare in maniera congrua gli accantonamenti a titolo di: fondo contenzioso/passività potenziali, fondo crediti dubbia esigibilità e fondo perdite società partecipate, in sede di rendiconto dell’esercizio 2025; alla definizione tempestiva delle partite discordanti con le società Partecipate, adottando i necessari atti di regolarizzazione e le eventuali rettifiche e accantonamenti contabili, dandone evidenza nei successivi documenti di rendicontazione; a monitorare le cause legali, le procedure in essere e le passività, al fine di limitare il reiterato riconoscimento di debiti fuori bilancio e i pignoramenti; adottare azioni concrete per migliorare la capacità di riscossione delle entrate proprie e per recupero evasione”.
Si tratta di delibere del 24 marzo che l'Amministrazione comunale, il sindaco in particolare, non hanno approfondito in Consiglio comunale per portare a conoscenza di tutti i consiglieri i rilievi della Corte dei conti. Le forze di opposizione auspicano che ciò possa verificarsi prima della seduta decisiva che dovrà approvare il Previsionale, "nell'interesse - è stato detto con diverse note - dei cittadini e degli stessi consiglieri, di maggioranza e minoranza".
A.C.
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