
Catanzaro - Opera anche in Calabria, da quasi due anni, l’Associazione Antiviolenza “Perseo”. L’associazione nasce a Milano nell’ottobre 2019 al fine di rivolgersi al mondo maschile, spesso privo di voce e ascolto nella società contemporanea, e di fornire un supporto agli uomini vittime, i quali incontrano una precarietà di canali di aiuto sul territorio. In particolare, riferisce il responsabile regionale Avv. Espedito Domenico Calopresti, "il lavoro di Perseo si dedica agli uomini vittime di violenza, una popolazione spesso invisibile e caratterizzata da una limitata disponibilità di canali di supporto dedicati ma anche a tutte quelle persone che, per configurazioni relazionali o caratteristiche personali, non trovano risposte adeguate nei canali di tutela esistenti: donne vittime di violenza agita da altre donne, persone appartenenti alla comunità LGBTQ+, anziani, persone con disabilità e, più in generale, soggetti coinvolti in forme di violenza che non rientrano nei modelli di intervento più riconosciuti e istituzionalizzati".
Il metodo operativo seguito prevede, è detto in una nota dell'associazione "un primo ascolto tramite il numero nazionale 3518435383, contatto iniziale tra l’Associazione e il richiedente, e una seconda fase che rappresenta il passaggio dalla raccolta delle informazioni a un approfondimento specialistico e volta alla comprensione strutturata della domanda di aiuto e, in particolare, delle dinamiche relazionali, emotive e contestuali che caratterizzano la situazione riportata, con l’obiettivo di individuare i bisogni prevalenti e le modalità di intervento più adeguate. Infine vi è la presa in carico da parte di un professionista psicologo e/o legale dell’Associazione che avviene a seguito di un percorso di valutazione progressiva e può essere attivata in ambito sia psicologico che legale o in forma integrata. Si configura nella costruzione di interventi personalizzati, che possono includere supporto psicologico, percorsi terapeutici individuali o di gruppo, interventi di mediazione e/o accompagnamento e supporto legale".
Le modalità attraverso cui viene presentata la richiesta, precisano "riflettono la complessità delle esperienze vissute e le diverse fasi di consapevolezza in cui si trovano le persone al momento della richiesta di intervento dell’accesso all’Associazione. La forma di violenza segnalata più frequente è quella psicologica seguita dalla violenza fisica. Appaiono meno ricorrenti le segnalazioni di violenza economica, molestie o stalking. Una quota delle richieste, invece, fa riferimento alla violenza domestica. Si parla, giustamente, di violenza contro le donne ma, riferisce l’Avv. Calopresti, vi è una violenza “oltre il genere” che colpisce gli uomini e, ancora oggi, poco denunciata a causa di stereotipi, vergogna o timore di non essere creduti e minori disponibilità di servizi dedicati".
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