"Il brutto anatroccolo", Filippo Veltri racconta il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla nel suo nuovo libro

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Catanzaro - "Il brutto anatroccolo. Il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla" è il titolo del nuovo libro di Filippo Veltri, edito da Callive edizioni. Piccolo e nero diceva il brutto anatroccolo in una celebre pubblicità degli anni ’70, che grandi e bambini impararono a memoria e che ripetevano quando c’era da fare un appunto, una sgridata o peggio ancora. Perché ce l’hanno tutti con me si chiedeva il brutto anatroccolo, piagnucolando addolorato e offeso? Ebbene: la Calabria degli ultimi decenni è in una situazione non dissimile da quell’animaletto della pubblicità televisiva che ha segnato la storia del nostro Paese. Una sorta di buco nero della cattiva coscienza dell’Italia tutta, che sembra avere qui trovato la causa di buona parte dei suoi mali, antichi e recenti, dalla mafia al degrado, dall’economia che non va al sottosviluppo.

"Occorre - scrive Santo Strati nella prefazione - mutare attenzione e ottica per restituire alla Calabria una narrazione normale. C’è una Calabria che sente vicino il momento del riscatto alimentato da inequivocabili segnali di crescita e c’è una Calabria che annaspa nel degrado. Alimentato da una narrazione non giusta e supportato da decenni di “non politica” che ha fatto quasi sempre prevalere l’interesse privato sul bene comune. E agli interventi necessari sono seguite solo montagne di promesse, accompagnate troppo spesso soltanto da belle parole che tali sono rimaste. Siamo in un momento particolarmente favorevole per immaginare un nuovo e diverso percorso di crescita del territorio, con la dovuta attenzione ai giovani, donne e lavoro. Tre cardini su cui innestare idee e progettualità nuove e originali, in chiave di crescita, che non sono più dilazionabili. C’è un capitale umano straordinario in Calabria, ma viene utilizzato pochissimo, perché mancano soprattutto le opportunità di lavoro destinate a chi potrebbe mettere le proprie capacità a disposizione della cultura e la valorizzazione del territorio. Con tre parchi nazionali, il suo immenso patrimonio archeologico e artistico, i quasi 800 km di costa, la Calabria potrebbe campare solo di turismo e di industria culturale, se solo si concentrassero gli sforzi su un piano operativo che riguardi tutto il segmento e la filiera dei visitatori".

Filippo Veltri, giornalista professionista, ha tra l’altro lavorato a L’Unità, ha scritto per Repubblica e Sole 24 ore ed è stato responsabile della sede Ansa della Calabria.  Decine i premi e i riconoscimenti, tra cui nel 2003 il Premio Crotone per il giornalismo, nel 2006 il Premio Lo Sardo a Cetraro per il suo impegno giornalistico contro la ‘ndrangheta, nel maggio 2008 il Premio Gerbera Gialla a Reggio Calabria per le attività culturali e professionali a favore della legalità. È autore di libri e saggi su economia, cultura e società.

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