
Lamezia Terme – Lettera aperta ai partiti del centrosinistra e, in particolare, al Partito Democratico, da Francesco Grandinetti. “Sento il dovere morale – scrive Grandinetti che del Pd cittadino fa parte - di dire ciò che molti tacciono da troppo tempo. Lo faccio con delusione, ma anche con l’onestà e l’amore politico di chi ha creduto profondamente in un progetto che oggi vede smarrito. Sono deluso. Deluso di appartenere a un partito che, anziché essere il motore del cambiamento, si è spesso trasformato in un ingranaggio di carriere individuali, di calcoli interni, di potere fine a sé stesso. Un partito che ha inseguito equilibri invece di idee, carriere invece di valori, divisioni invece di visioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una voce incerta, un’identità confusa, un messaggio debole. E chi perde, alla fine, non è il partito: sono i cittadini che avrebbero bisogno di un centrosinistra forte, coraggioso, riconoscibile. Per questa ragione sento il bisogno di richiamare il PD – e con esso tutte le forze del centrosinistra – alle loro responsabilità storiche”.
Secondo Grandinetti: “un partito di centrosinistra non può rimanere incerto sul riarmo. Deve dire con chiarezza quale modello di sicurezza vuole: fondato sulla diplomazia, sulla cooperazione internazionale, sulla prevenzione dei conflitti. È la pace che deve guidare le scelte, non la logica della contrapposizione. Un partito di centrosinistra non può tacere sulla tassazione aggiuntiva dei grandissimi redditi. La giustizia sociale non è uno slogan: è un impegno concreto. Un partito di centro sinistra non è contro l'imprenditore, anzi è alla ricerca di quello "sano", ma vuole limitarne lo strapotere deviato rispetto a chi non ha. Chi ha molto deve contribuire di più e dovrebbe farlo come contributo di solidarietà rispetto a chi muore di fame. È un principio semplice, ma che richiede coraggio politico. Non può tacere sullo ius soli. Non possiamo continuare a ignorare decine di migliaia di ragazze e ragazzi che vivono, studiano, parlano, sognano da italiani, e ai quali ancora neghiamo la cittadinanza per paura di perdere consenso. È un ritardo che offende il Paese. Non può tacere sull’indebolimento della sanità pubblica, sempre più sacrificata in favore di quella privata. Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere la dignità e l’uguaglianza tra i cittadini. Significa non accettare che la salute diventi un privilegio. Un partito di centrosinistra non può tacere sui diritti fondamentali. Diritti civili, diritti sociali, diritti delle minoranze, diritti delle famiglie in tutte le loro forme: non possono essere merce di scambio o oggetto di prudenza elettorale. Un partito progressista non baratta l’uguaglianza. E non può limitarsi agli slogan. Abbiamo bisogno di proposte di legge, di visioni concrete, di un’agenda politica coraggiosa. Perché governare non significa inseguire il vento, ma costruire futuro. Non può tacere davanti alla povertà. Alla precarietà. Ai salari che non crescono. Ai giovani che se ne vanno. Agli anziani soli. A tutto quel mondo che dovrebbe sentirsi rappresentato e che invece oggi si sente tradito o ignorato. Non può tacere sul concetto ampliato di famiglia. Le famiglie oggi sono diverse, ma tutte meritano diritti e tutele. Il centrosinistra non può temere di dirlo. E su una cosa deve essere chiaro, netto, inequivocabile: no alla guerra, senza se e senza ma. La pace non è un dettaglio né un vezzo ideologico: è una scelta di civiltà e responsabilità”.
Oggi, conclude “il centrosinistra appare troppo spesso indeciso, timido, oscillante tra un “sì ma” e un “no però”. Questo ondeggiare continuo lo rende inutile e lo condanna a perdere. E questo, permettetemi di dirlo con franchezza, non è più accettabile. Io non scrivo per dividere, ma per richiamare all’essenziale: Se vogliamo che il centrosinistra torni ad essere una forza capace di guidare il Paese, dobbiamo ritrovare il coraggio delle idee. La radicalità dei principi. La concretezza delle proposte. La vocazione alla giustizia sociale. L’impegno per la pace. L'impegno per l'ambiente. Solo così potremo tornare a essere credibili. Solo così potremo tornare a rappresentare chi oggi non si sente più rappresentato. Solo così potremo ricostruire un futuro diverso. Con amarezza, ma anche con speranza. Credo sia essenziale iniziare questa nuova fase che da molto tempo tanti aspettano”.
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