Lamezia, vescovo Schillaci all'istituto Einaudi: “Guerra genera solo distruzione, la pace è sviluppo e creatività”

einaudi-foto_25502.jpg

Lamezia Terme - Il Dirigente Scolastico, professoressa Rossana Costantino, i docenti, il personale scolastico e gli alunni dell’istituto Luigi Einaudi di Lamezia Terme, hanno accolto il Vescovo, monsignor Giuseppe Schillaci, insieme a Don Isidoro Di Cello, parroco della Chiesa del Santissimo Redentore. L’incontro è scaturito dal bisogno di riflessione e dialogo sugli ultimi avvenimenti politico-culturali che stanno suscitando tra tutti, e in modo particolare tra i giovani, numerosi interrogativi sulla speranza, sulla vita, sulla morte. Dalle domande rivolte al Vescovo, è emersa l’esigenza di voler capire il senso di questa interruzione della vita ordinaria, della mancata relazionalità dovuta alla pandemia, il bisogno di comprendere come affrontare l’insicurezza e le paure di fronte all’immane tragedia della guerra che fa guardare con preoccupazione il futuro. Più volte nel corso dell’incontro il Vescovo ha ribadito che la guerra dovrebbe essere bandita completamente dalle forme di risoluzione dei conflitti tra i popoli, perché essa genera solo distruzione, annientamento dell’altro; solo la pace è promozione dell’uomo, è sviluppo, è creatività. Ecco perché è necessario che ognuno, e in modo particolare i giovani, in questo tempo, siano “artigiani di pace”, mettendo in atto degli stili completi per realizzare processi di pace, superando la “globalizzazione dell’indifferenza”.

Il fil rouge di tutto l’incontro è stato trovato in un brano letto da un’alunna, tratto dall’opera “Pietre di scarto” di Don Tonino Bello, teologo e scrittore sensibilissimo, che più volte ha ribadito il proprio “No alla guerra e alla corsa agli armamenti”. A conclusione dell’intervento di sua Eccellenza, il Dirigente Scolastico, nel ringraziare il Vescovo per la bellezza la purezza delle parole che, certamente, sono arrivate al cuore di tutti, suscitando una variegata gamma di emozioni, citando Socrate, ha raccomandato agli studenti di scoprire quel bene che risiede in ognuno, farlo crescere, divulgarlo, in ogni azione quotidiana, a scuola con il compagno, a casa con i familiari, nelle attività sportive e ludiche, altrimenti si rischia di perdere di vista la retta via e di diffondere semi di odio, di violenza, di guerra. E ciò lo si può fare, ha sottolineato il DS citando il filosofo Kant, agendo in modo da trattare l’umanità sempre come fine e mai come mezzo, in ogni rapporto e relazione che intrecciamo. Il DS ha ringraziato sua Eccellenza per la gradita visita che si è conclusa con la benedizione della statua della Madonna da poco restaurata, sita nel corridoio centrale dell’istituto, statua che per tutto il personale dell’Einaudi ha un alto valore e significato, perché dedicata dagli alunni della scuola ad una docente prematuramente scomparsa che, con la sua umanità e professionalità, aveva avuto un ruolo determinante nella formazione di tanti ragazzi dell’istituto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA