Lamezia, comunità ucraina ringrazia la Calabria per il sostegno: "Basta distruzione e morti"

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Lamezia Terme - Una manifestazione organizzata per esprimere un sincero grazie al sostegno dato dalla Calabria al popolo ucraino nonché un momento per raccontare i motivi della resistenza dell’Ucraina ferita dal folle attacco russo ma, quell’ucraino è un popolo che dopo un mese di guerra continua una strenua resistenza in un periodo assai difficile perché falcidiato su più fronti, guerra, pandemia e le derivanti conseguenze. Così l’associazione ucraina ‘Svitanok’ (termine che vuol dire Alba) si è riunita assieme attorniato da un grande telone giallo e blu, ai suoi rappresentanti sull’area pedonale di corso Nicotera. La comunità ucraina di Lamezia ha più volte ripetuto, incessantemente, profonda gratitudine ai lametini, accorsi senza esitare ad aiutare un popolo che ha sofferto, soffre e continua soffrire, sottolineando come, “nella nostra terra invasa c’è tanta distruzione, morti, profughi e paura per i loro uomini e ragazzi che combattono per difendere il proprio paese”.

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La speranza insita nel cuore di ogni ucraino è la vita che torni ad essere tranquilla nonché che la guerra finisca presto e, a tal proposito, accompagnato dal suono del violino di una rappresentante ucraina, viene recitato con grande commozione ‘l’inno alla vita’ di Madre Teresa di Calcutta: «La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è amore, donala. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, accettala. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è la vita, difendila».

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Sono state poi diverse, fra associazioni, volontari e amministrazioni politiche locali, pubbliche e scolastiche a dare e sottolineare il loro fattivo aiuto al popolo ucraino, ai bambini, e chi è riuscito a fuggire dal devastato paese. Infatti, fra loro, c’è chi ha la famiglia ancora in Ucraina con i loro ragazzi e uomini rimasti lì a combattere. “La guerra - dicono - è una dura realtà che stiamo vivendo”. Dall’amministrazione comunale di Lamezia sostegno è arrivato dal sindaco Mascaro e dal presidente del consiglio comunale Nicotera, "nella speranza che si auspica sia sempre più prossima ad incontrarci di nuovo ma per parlare di pace”. Una pace come quella che hanno voluto portare le note del violino che ha accompagnato la manifestazione.

Francesco Ielà

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