“L’Afganistan ieri e oggi”: a Conflenti Giornata Mondiale del Rifugiato tra racconti, reading e musica

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Conflenti – “In Afghanistan ero felice, io e la mia famiglia eravamo molto uniti e contenti. Studiavo, avevo tanti amici…”. È il racconto di una giovane arrivata da qualche settimana a Conflenti grazie al corridoio umanitario italiano, nell’ambito della cerimonia svoltasi in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si tiene il 20 giugno di ogni anno per celebrare la forza, il coraggio e la perseveranza di milioni di rifugiati. Nel piccolo centro del Reventino vi sono, infatti, 14 rifugiati afgani, tra loro anche una bambina di nove anni, ospiti del progetto ‘SAI Filadelfia, ampliamento sede di Conflenti’, gestito dalla Cooperativa Iride e dalla Cooperativa sociale progetto Enea, insieme agli enti locali (comuni di Filadelfia e di Conflenti). Le famiglie sono state costrette a scappare dalle violenze e dalle minacce che i talebani continuano ad infliggere al loro popolo. Nel piccolo centro, che in un primo momento sembrava molto distante alla loro cultura, hanno ora trovato nuovi amici, nuovi obiettivi.

Sul sagrato della Basilica di Visora si è infatti svolto un emozionante reading a cura dell’associazione Libramenti e dei beneficiari SAI. Con letture tratte dai libri "Caro Mondo" di Bana Alabed e di Khaled Hosseini da “Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli”, i ragazzi di Conflenti hanno proiettato il pubblico presente nell’Afghanistan di Amir, Hassan e di Mariam.

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“L’Afganistan ieri e oggi” è il titolo dato all’incontro. Nel corso dell'evento sono stati anche letti alcuni articoli sui diritti negati soprattutto alle donne: a loro è vietato studiare, lavorare, uscire da sole. Le lacrime hanno solcato il volto degli ospiti afghani ma anche di tanti conflentesi, durante l’ascolto dell’Inno dell’Afghanistan. Presente anche il sindaco Emilio D’Assisi che nel suo intervento ha ricordato come “Conflenti anche in passato ha dimostrato di essere sempre molto sensibile verso problematiche sociali, ha ospitato persone durante la guerra in Iraq, i bambini ucraini dopo il disastro nucleare di Chernobyl, ha ospitato persone durante il conflitto curdo-turco ed ha ospitato ed ospiterà, se ci sarà bisogno, i cittadini ucraini in fuga dal conflitto che è ancora in atto e che purtroppo non accenna a finire”.

“Come cittadini - ha aggiunto - possiamo essere molto orgogliosi del fatto che in passato alcuni ospiti, arrivati come profughi, si sono trovati così bene che hanno deciso di vivere stabilmente nel paese e di mettervi su famiglia. Conflenti per loro è diventata casa”. Poi ha ringraziato don Adamo Castagnaro, esempio di accoglienza, la cooperativa Iride e progetto sociale Enea, l’associazione Libramenti: “grazie per tutto quello che fate - ha detto il primo cittadino - per l’impegno costante che punta a rendere il paese tutti i giorni migliore, più unito e sempre più aperto verso chi ha bisogno di aiuto”. Il pubblico accorso si è poi spostato in piazza Pontano per un momento conviviale con piatti della tradizione afgana preparati con cura dai rifugiati e il concerto di Boto Cissokho con musica oltre i confini, un sound vivace e multilingue, che travalica stili e confini che, partendo dalle sonorità dell’Africa si arricchisce di elementi reggae, rock, funk, dando vita a uno spettacolo dirompente.

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