Inclusione scolastica, all’istituto “Costanzo” di Decollatura accolti 23 alunni diversamente abili

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Decollatura - “L’obbligo scolastico dura fino a diciotto anni per gli alunni con disabilità”. Lo chiarisce in una circolare Antonella Mongiardo, dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore “L. Costanzo” di Decollatura, scuola molto attiva sul fronte dell’inclusione, che accoglie ventitré alunni diversamente abili.

Nella prospettiva di una sempre più efficace inclusione e di un’attenta attività di vigilanza sull’adempimento dell’obbligo scolastico, la preside Mongiardo sottolinea alle famiglie e alla comunità scolastica che “per i ragazzi con disabilità certificata l’obbligo scolastico dura fino a 18 anni. Pertanto, eventuali richieste di ritiro o di nulla osta provenienti da genitori di ragazzi diversamente abili con età inferiore a 18 anni dovranno essere adeguatamente ‘attenzionate’ dalla Scuola, mediante colloquio in presenza tra il Dirigente Scolastico e la famiglia”. Nella circolare vengono riportati i principali riferimenti normativi in materia, come in primis, l’art. 14 della L. 104/92, sulle modalità attuative dell’integrazione, secondo cui: “Tra le disposizioni volte ad agevolare l’accesso degli alunni con handicap all’istruzione vi è quella che differisce il limite di età entro il quale viene completata la scuola dell’obbligo, consentendo tale completamento anche fino al compimento del diciottesimo anno di età. La scuola dell’obbligo, che ordinariamente deve essere frequentata e completata tra i sei e i quattordici anni (la L. 296/2006 ha poi esteso l’obbligo fino a 16 anni, n.d.r.) con il limite massimo dei quindici anni, previsto dall’art. 112, può essere quindi completata dagli alunni in situazioni di handicap anche sino al compimento del diciottesimo anno di età (…).Nel periodo successivo a quello durante il quale la frequenza scolastica è obbligatoria – quattordici anni – o nel quale comunque è consentito il completamento della scuola dell’obbligo – anche sino ai diciotto anni – (da individuarsi nell’anno scolastico susseguente a quello in cui avviene il compimento del diciottesimo anno di età), per gli alunni handicappati l’istruzione viene a configurarsi come un diritto, che potrà essere esercitato mediante la frequenza, al di fuori della scuola dell’obbligo, di corsi per adulti finalizzati al conseguimento del diploma”.

Prosegue, intanto, il dialogo tra il mondo della scuola e gli enti locali. In tale prospettiva è stato istituito presso il Comune di Lamezia Terme, l’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica (OPIS), intitolato ad Antonio Saffioti. “L’OPIS Lamezia, in applicazione della normativa di settore - informa l’assessore alla pubblica istruzione Giorgia Gargano - si pone l’obiettivo di dare supporto e consulenza all’Assessorato alla Pubblica Istruzione per garantire ai cittadini un supporto efficace per affrontare le problematiche relative all’inclusione scolastica, con particolare attenzione nei confronti dei minori con Bisogni Educativi Speciali (BES)”. In base a quanto si legge nel Regolamento, approvato dal Consiglio comunale lo scorso 13 maggio, L’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica, si propone le seguenti finalità generali: concorrere con l’Amministrazione Comunale alla costruzione di politiche scolastiche attive a sostegno del continuo miglioramento dei settori dell’Istruzione e dell’Educazione per tutti i cittadini e in particolare per le famiglie con minori con Bisogni Educativi Speciali (BES); dar vita a un Patto Educativo di Comunità, che coordini e integri le risorse e le professionalità del territorio (pubbliche e private), per dare risposte corali di intervento, nel segno della sussidiarietà e della responsabilità sociale diffusa, promuovendo la rete locale come risorsa per la comunità e la cooperazione come stile di relazione tra i soggetti;  istituire la figura di un Garante Comunale per l’Inclusione Scolastica; agevolare il dialogo intergenerazionale; promuovere iniziative che puntino, attraverso la peer education, all'inclusione reale delle diverse etnie presenti nelle scuole; sollecitare interventi sulle dinamiche sociali e le difficoltà relazionali tipiche e interne alle scuole; istituire l'Assemblea dei Bambini, che raccolga i rappresentanti eletti tra la popolazione scolastica delle scuole primarie e secondarie di primo grado, e dell'Assemblea dei Giovani, che raccolga i rappresentanti di Istituto e della Consulta Provinciale degli Studenti eletti nelle scuole secondarie di secondo grado.

“Il principale obiettivo - spiega l’assessore alle Politiche sociali del comune di Lamezia, Teresa Bambara - è diffondere la conoscenza dei fenomeni sociali relativi all’integrazione e all’inclusione scolastica, per promuovere la crescita di cittadini informati, consapevoli e attivi. A tal fine, è importante realizzare, nel contempo, una costante azione di monitoraggio della realtà sociale attraverso il coinvolgimento ed il confronto tra tutti i soggetti che sul territorio si occupano di queste tematiche, al fine di individuare criticità e bisogni emergenti e di valorizzare e attivare le risorse della comunità stessa”.

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