Lamezia Terme, 29 luglio - Questo numero (190) de “il Lametino”, da sabato in edicola, è un’edizione speciale, quasi monografica. Infatti è tutto impostato sulla pubblicazione di ampi stralci dell’”Operazione Medusa”, l’indagine-madre istruita in meno di un anno dalla DDA di Catanzaro, con la collaborazione della polizia distrettuale e l’arma dei Carabinieri, sezione lametina. A completare per ora l’ordinanza dell’Operazione Medusa sono state rese pubbliche altre due ordinanze (Medea e Minerva), che tratteremo nel prossimo numero. Altre ne seguiranno e dovrebbero trattare i rapporti documentati della “zona grigia” con i malavitosi. L’operazione Medusa è una fonte inesauribile di notizie. Noi abbiamo scelto quelle che ci sono sembrate di rilevanza penale ma anche “sociologica”, di costume, di mentalità.
Ecco una sintesi degli argomenti pubblicati:
-la valutazione della DDA sul ruolo dei pentiti nella struttura della cosca Giampà.
-le trascrizioni in cui i pentiti più importanti dichiarano, per la prima volta, perché sono disposti a collaborare con la Giustizia, con le varie motivazioni che li hanno portati a questa decisione. In coda ad ogni confessione la valutazione della DDA che spiega perché ritiene queste richieste di collaborazione degne di attenzione.
- le intercettazioni in carcere dei colloqui tra i detenuti e i loro familiari, in ci avviene uno scambio di informazioni e anche di direttive su come deve comportarsi la cosca, quella che resta, e gli ordini che devono eseguire.
- la struttura della cosca, dalla cosiddetta Commissione (il nucleo di comando) che prende direttamente gli ordini dal “professore”, al gruppo di fuoco, ai ruoli che ciascuno ha all’interno dell’organizzazione.
- Una curiosità, che può sembrare paradossale ma che nel contesto mostra tuttavia la rigidità dei ruoli di ciascuno dei componenti della cosca e relativa autorità: l’assegnazione dei posti a tavola quando c’erano le riunioni dei maggiori esponenti.
- La storia di un commerciante che, pur vessato dalle richieste di pizzo, nega questa sua sottomissione, ovviamente per paura che possa succedere qualcosa a lui e ai suoi familiari e non per connivenza.
-Una intercettazione inquietante in cui uno degli arrestati, detenuto nel carcere di Siano, chiede ad un parente che è andato a trovarlo, di rivolgersi ad una persona che lavora al Comune di Lamezia di intervenire perché blocchi il trasferimento di questo arrestato ad un altro carcere.
- La storia della cosca Giampà, dagli esordi del professore agli inizi della guerra con i Torcasio.
Lo speciale prosegue con altre intercettazioni, confessioni e commenti dell’autorità giudiziaria e termina con la trascrizione dell’audizione del procuratore della DDA di Catanzaro, Lombardo, alla commissione antimafia. Da sottolineare il passaggio in cui Lombardo commenta la presenza della cosiddetta “zona grigia”, professionisti al servizio delle cosche. Buona lettura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
