Osserva tutto e non lascia tracce

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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Il loro profilo psicologico non è affatto banale, ma invisibile. Sono silenziosi e selettivi. E per fortuna, esistono. Sono i lurker. Forse una parte di chi legge, lo è. Sono osservatori passivi che non commentano, non pubblicano. E molte volte sono criticati dagli amici-nemici. Quindi, nell’ecosistema dei social media, esiste una fetta di popolazione silenziosa, che osserva tutto e non lascia tracce visibili. Il termine lurker indica che hanno preferito il silenzio e hanno scelto di rinunciare alla dimensione performativa dei social. Ma con acceso alle informazioni. Non sono né marginali, né disinteressati, ma presenti sui social come utenti che non partecipano attivamente. Come mai? Ci si potrebbe chiedere. Per diversi motivi. Uno è che non intervengono per ridurre il rischio di fraintendimenti, di conflitti e di giudizi negativi. Secondo, il modo in cui sono percepiti i social è uno spazio con un alta intensità performativa.  E chi sceglie di non pubblicare rifiuta di trasformare una relazione in uno spettacolo.

E la social media fatigue crea un eccesso di stimoli, notifiche e aspettative che portano affaticamento psicologico. E come risposta ricevono una modalità più controllata e silenziosa nell’ utilizzo e una presenza digitale discreta ma non marginale. Anche perché i lurker leggono, valutano con una partecipazione silenziosa senza inserire like e commenti ma con una logica, una intenzionalità e una coerenza psicologica premiata da un modo diverso di esserci. Ma non è un’assenza. Magari oggi evitate fino a lunedì di usare il pc e non diventate lurker. Ma festeggiate lontano da questo mondo virtuale.

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