
Cosenza - L’Accademia giuridica italiana a Cosenza per discutere sulla Riforma Cartabia. Il 19 novembre, l’Avvocatura bruzia incontrerà, infatti, la più alta rappresentanza dell’Accademia italiana del diritto penale e processuale penale, il professore Giorgio Spangher, ordinario di diritto processuale penale, autore di numerose riviste scientifiche che costituiscono la dottrina nel panorama nazionale del diritto. Spangher relazionerà unitamente al noto Penalista calabrese, l’avvocato Cesare Badolato, sul tema “Riforma Cartabia, pre-dibattimento, dibattimento e impugnazioni a confronto con presunzione di innocenza ed effettività del diritto di difesa”. Temi impegnativi su cui fondano le libertà dei cittadini. La giornata di studi sarà moderata dal Presidente della Camera penale, avvocato Roberto Le Pera, e dal Segretario della stessa associazione dei penalisti cosentini, avvocato Gabriele Posteraro e si terrà nella biblioteca “Arnoni” del Palazzo di Giustizia.
Saluteranno il professore Spangher, il sindaco della Città e avvocato Penalista Franz Caruso, e i rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni forensi del Foro di Cosenza: il Presidente del COA Avv. Vittorio Gallucci, il Presidente della Fondazione della Scuola Forense, Avv. Claudio De Luca, la Presidente della Camera civile di Cosenza, Avv. Tiziana Broccolo, il Presidente AIGA di Cosenza, Avv. Livio Calabrò nonché il past President e il Presidente dell’Organismo di Vigilanza della Camera penale, rispettivamente gli Avv.ti Pietro Perugini e Guido Siciliano.
Si discuterà, dunque, informano in una nota: “di diritto e saranno certamente affrontate le novità della riforma con cui è stato di fatto riscritto il codice di procedura penale e che ricordiamo essere stata fortemente voluta e chiesta, a voce alta, dall’Europa ed attuata dalla Ministra Cartabia del precedente governo Draghi ma rinviata, con un decreto legge, dell’attuale Governo Meloni al 31 dicembre 2022. Nei giorni scorsi, la giustizia penale calabrese, in particolare il Giudice dell’udienza preliminare di Lamezia Terme, ha ritenuto che il rinvio disposto dal Governo Meloni fosse in grado di pregiudicare i diritti degli imputati, dunque, ha sospeso l’attività giudiziaria e differito il processo alla data di entrata in vigore della Legge Cartabia”.
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