Adolescenti e alcolismo, a Lamezia un fenomeno in crescita. Tropea (Pronto soccorso): "Sempre più giovanissimi in ospedale"

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Lamezia Terme - Un fenomeno sempre più diffuso che riguarda gli adolescenti della cosiddetta generazione "Alpha" che segue la generazione "Z", quella che comprende i nati tra i primi anni 2010 e la metà degli anni 2020. Parliamo del fenomeno dell'alcolismo e non solo, che anche a Lamezia si diffonde e crea malessere fisico che sfocia in stati comatosi. “Arrivano da noi quando stramazzano sulle panchine, quando vomitano, quando gli amici hanno paura e fortunatamente li portano qui. Non arrivano tutti, perché la sbronza viene smaltita altrove, ed è pericoloso anche questo". La dottoressa Renata Tropea, dirigente medico del Pronto soccorso dell'ospedale di Lamezia, non si sottrae alle nostre domande rendendosi disponibile a parlare di ciò che accade in città, pur non essendoci allo stato attuale, all'interno dell'Azienda sanitaria provinciale, la possibilità di reperire i numeri reali della portata di un fenomeno preoccupante, in forte crescita e che "si percepisce e come - evidenzia la dottoressa Tropea - perché se arriva una comitiva di dieci ragazzi e uno entra nel Pronto soccorso, tutti gli altri nove fuori hanno bevuto. Chiaramente smaltiscono la sbornia spesso fuori dal Pronto soccorso e si rivolgono a noi quando stanno male, quando gli altri amici fortunatamente - ci sono anche casi in cui li mollano - li soccorrono e li portano da noi. Il dato numerico è di gran lunga inferiore a quello che poi è percettibile. Sono stata una mamma di un 20enne, sono un medico, una lametina e dico che il fenomeno è chiaro ed evidente quando si gira per le strade di Lamezia nelle zone della movida e in altri luoghi".

Questo si avverte soprattutto nei fine settimana quando vi è un notevole aumento di presenze giovanili?

"Sì. È facile percepire il fenomeno, anche se non è da ‘alert rosso’, però questo non vuol dire che non sia grave, perché un solo ragazzo che sta male in quei termini dà molto da pensare. In verità le situazioni di disagio sono enormi, non è solo l'alcol. Ci sono situazioni di grande disagio che arrivano a noi. Io mi occupo anche di violenza. Ed è una violenza che esiste e che passa attraverso la depressione, le problematiche familiari, la disoccupazione dei genitori e quant'altro".

Rispetto al passato, più o meno recente, cosa è cambiato negli assuntori di alcol o altre sostanze?

"C'è senza dubbio un abbassamento dell'età. Le abitudini che una volta erano dei ventenni adesso sono riscontrabili, per capirci, in chi frequenta la scuola media. Adesso non bisogna andare più nei licei, bisogna andare nelle scuole medie a parlare, a vedere il da farsi. Forse anche addirittura, mi creda, non è esagerato, comprende bambini dell'ultimo anno della scuola Elementare perché lì avvengono gli adescamenti. Arriva il telefonino personale e c'è una deregulation. Questi bambini entrano in tutti i siti possibili e immaginabili".

Si sono persi alcuni valori che caratterizzavano i giovani negli anni passati come l'impegno sociale e politico. Oggi questa generazione cosa fa? Di cosa si "nutre"?

"Sono attaccati dall'esterno. Il genitore lavora perché deve portare a casa lo stipendio, quindi, sta un certo numero di ore fuori casa. Non è il genitore di una volta che era a casa e aveva tutto il tempo, anche quello di uscire e seguire il figlio. Una cosa però la dobbiamo dire, ci sono tanti gestori che servono alcolici a minori, che notano tante cose, e allora siccome non deve essere l'accusa al singolo, non si è mai capito perché quei bar, quelle pizzerie, quei drink self non vengono super controllati. Questi posti si conoscono. Voglio dire, non serve fermare tutti i giovani che escono dall'aperitivo estivo alle sette sulle spiagge e si aspettano poi alle dieci per fermarli, portarli in Pronto soccorso e fare l'accertamento sulle sostanze. Io dico che così si "criminalizzano" i ragazzi, con un intasamento dei Pronto soccorso. Il problema vero invece è a monte. Andate a vedere lì, perché questi li trovate positivi alla cannabis? Chi gliela dà? Chi glielo dà l'aperitivo alcolico? È inutile aspettarli al varco. Bisogna fare prevenzione, agire prima".

Antonio Cannone

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