Lamezia, le proposte dell’istituto Manzoni-Augruso nell’ambito delle metodologie didattiche innovative

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Lamezia Terme - Prosegue l’impegno dell’IC Manzoni-Augruso, guidato dalla dirigente Antonella Mongiardo nella sperimentazione di nuove metodologie didattiche per lo sviluppo delle competenze. Lapbook, learning objects, ma anche Writing and Reading Workshop per supportare le competenze di lettura e scrittura con il metodo dei maestri americani e, infine, le routine di pensiero sviluppate nell’ambito del Project zero dall’Università di Harvard per rendere “visibile” e allenabile l’apprendimento.

Queste, le principali proposte (alcune, in via di sperimentazione) nel corso del presente anno scolastico, che verranno integrate a breve dai nuovi ambienti di apprendimento ottenuti grazie ai fondi Pnrr, per una didattica 4.0. “I lapbook” come spiega l’insegnante Antonella Ariosto, una delle referenti dei progetti di innovazione didattica, coordinatrice dei lavori per la campagna per la sicurezza “Io non rischio” che ha visto protagonisti i lapbook realizzati dai bambini della Scuola Primaria “sono strumenti molto utilizzati dai docenti statunitensi e che da qualche anno ha cominciato a fare capolino anche nel nostro Paese in special modo nella scuola primaria, anche se ancora poco utilizzato”. Il lapbook è una tecnica di apprendimento che consiste nella realizzazione di un libro interattivo, composto da pieghe, tasche, schede, disegni, mappe e altri elementi grafici, che riassume in modo creativo e personale i contenuti di una lezione o di un'unità didattica. Si tratta dunque di un particolare tipo di libro, conosciuto anche come “libro animato o pop-up” che presenta una struttura tridimensionale al cui interno la presenza di minibook o template permette la realizzazione di una mappa personalizzata in grado di sintetizzare i contenuti e i concetti relativi a un argomento. “Il lapbook - prosegue la docente - rappresenta uno strumento che stimola il pensiero e il problem solving e consente di utilizzare i diversi linguaggi della comunicazione”. Un’importante innovazione metodologica, che l’Istituto ha avviato già lo scorso anno su input della dirigente Mongiardo, riguarda i learning objects, che per il 2023-2024 saranno ispirati al tema: “Matematica, letteratura e arte” con particolare riguardo al pi-greco e alle sue molteplici applicazioni nella vita quotidiana. Coordinatrici del progetto, le docenti Gambino e Iuffrida, referenti nel campo della cultura. I learning object sono risorse didattiche autonome e riutilizzabili, relativi ad una precisa finalità educativa, che verranno realizzate dalle classi del Comprensivo per essere rivolte in modalità e-learning agli altri studenti della scuola e di altre scuole. “Nel nostro caso - spiegano - li abbiamo pensati soprattutto in funzione della trasversalità e della unitarietà dei saperi e delle discipline e per favorire la cultura e le competenze degli studenti in ambito scientifico, a partire dalla matematica ma non solo”. Fra le proposte di quest’anno, la metodologia del Writing and Reading Workshop si basa sul principio educativo che la lettura e la scrittura vadano insegnate come processi (individuali ma anche di gruppo) attraverso una pratica, sostenuta da testi e strategie appositamente selezionati in base all’ obiettivo o competenza, e modellata dall’insegnante che lavora insieme alla classe. Inoltre, la lettura e la scrittura vengono vissute anche come pratiche sociali, collaborative e dialogiche, in quanto si svolgono in una comunità di apprendimento caratterizzata da un alto livello di collaborazione, di scambio intellettuale e di aiuto reciproco. Così come vi è un alto livello di riflessione e di feedback per condurre gli studenti a monitorare il proprio apprendimento e a costruire un senso di autoefficacia. “Il materiale utilizzato durante le sessioni del workshop – affermano - ha la sua versione in lingua inglese, perché tratto direttamente dalle fonti statunitensi del metodo e dai suoi ‘maestri’: pertanto la lezione in alcuni momenti viene condotta in forma bilingue, abituando agli studenti ad esempi e strategie sia in inglese sia in italiano”.

Infine, anche la metodologia del Mtv è un modello educativo innovativo che si propone di rendere visibili il pensiero e l'apprendimento degli alunni, attraverso l'uso di diverse strategie e risorse didattiche. MTV è un framework sviluppato nell’ambito del Project Zero della Harvard Graduate School of Education. Le indicazioni per rendere visibile il pensiero sono semplici strategie didattiche, che aiutano gli alunni a sviluppare capacità di ragionare in modo creativo, profondo e divergente. “Stimolare la metacognizione degli studenti - continuano dalla Scuola - è anche un modo per renderli in grado di affrontare le sfide rappresentate dall’intelligenza artificiale, perché li aiuta a sviluppare le competenze che l’IA non può ancora replicare, come l’essere coscienti del proprio pensiero. Le routine di pensiero possono essere utilizzate in modo trasversale, a diversi livelli di difficoltà e con diversi media. Inoltre possono essere condotte in gruppo o singolarmente. Il nostro Istituto si è già dotato di un curricolo di queste routine e risorse di pensiero, integrate con un ambiente digitale. Il tutto, per rispondere alle esigenze di sviluppo professionale dei docenti e per permettere agli studenti di sviluppare le competenze disciplinari e trasversali richieste dal XXI secolo, valorizzando la loro creatività, collaborazione e consapevolezza”.

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