
Lamezia Terme - È stata celebrata anche a Lamezia la giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate. Il consolidato rituale ha avuto atto con l’apposizione da parte del sindaco Paolo Mascaro di una corona di fiori al monumento del Milite ignoto sito nella villetta di corso Numistrano. Parimenti è stato fatto anche negli altri due ex comuni: nella delegazione comunale di Sant’Eufemia e al Monumento dei caduti a Sambiase. 'Imperitura memoria evidenziante il necessario ideale dell’appartenenza’ è stata data a questa importante ricorrenza storica che vuole ricordare l'anniversario della fine della Grande Guerra e dunque, onorare i sacrifici dei tanti soldati caduti per la difesa e l’amor di Patria.

Un pregnante significato, sia solenne sia educativo alla Giornata è stato donato dal Vescovo della diocesi Serafino Parisi che ha mostrato un forte segnale di vicinanza nei confronti dell’Arma anche per l’incidente avvenuto questa notte dove un’auto ha travolto delle pattuglie dei carabinieri in via dei Bizantini causando anche dei feriti. Il suo appunto è continuato volendo ridefinire diversamente carabinieri e le altre forze, ossia: “Non forze armate ma servitori della Stato”. “Queste, - ha continuato Sua Eccellenza - sono espressioni troppo marcate che ci possono condizionare”.
Allo stesso modo ci hanno condizionato altre frasi, quali: ‘Il sangue chiama sangue o se vuoi la pace preparati alla guerra”. Le parole possono quindi riflettersi, negativamente, in una spirale di violenza ricadendo poi anche su vittime innocenti. “Ma quello che si deve perseguire è, invece, la proposta di una umanità nuova e pacifica consistente in una pace completa e duratura e dire ‘se vuoi la pace devi preparare la pace’, che è conduttrice di gioia di vivere e creatrice di un mondo migliore”. Il Primo cittadino concorde con le parole del Vescovo ha spiegato che la vita deve essere come un filo conduttore di umanità, “una mano che si tende all’altro”. E, offre un abbraccio alle forze presenti, definendoli dei “missionari di pace e di diritti”. Aggiunge poi che, “il 4 novembre è un giorno dove a prevalere deve essere la riflessione, oltre che un appello per la fine di tutte le guerre, esempi del deterioramento dell’essere umano, perché non si può essere tolleranti verso nessuna barbaria”.

Un messaggio, quindi, volente perseverare la pace di tutti per vivere, “in un mondo dove non vi siano violenze o muri che affliggano o separino”. A dare un contributo iniziale il presidente del consiglio comunale Giancarlo Nicotera, sottolineando che la giornata di oggi vuole essere, “una vittoria della pace sulla guerra perpetuata grazie alle figure oggi celebrate, punti di riferimento delle nostre città”. Assenti giustificati alla giornata a causa del tempo inizialmente incerto, l'orchestra scolastica dell'Istituto comprensivo Perri-Pitagora. Tra i presenti invece le autorità militari con Guardia di finanza, Polizia locale, L’associazione Polizia di Stato, Carabinieri e il presidente del tribunale Gianni Garofalo. A concludere la giornata l’inno italiano (Il canto degli italiani) intonato dai presenti.
Francesco Ielà


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