
Lamezia Terme - Quanto costa essere se stessi in un mondo sempre più incline a denigrare ed emarginare tutto ciò che etichetta come diverso? E da dove è possibile trarre il coraggio necessario per rimanere autentici, connessi alla propria natura, quando ci sentiamo ingabbiati dentro al giudizio, esclusi da una società inclusiva a parole, ma, nella realtà dei fatti, sempre più orientata all’omologazione, a discapito di quelle peculiarità che la spaventano a tal punto da volverle reprimere? È da queste riflessioni che ha preso vita “La fine dell’inverno” (Rumori Digitali/Digital Noises), il nuovo viaggio di anima e voce di Asia Strangis, in arte Ninfea.
La giovanissima cantautrice lametina, d’adozione lombarda, torna e nei digital store con un pezzo in cui la dolcezza della sua voce si intreccia ad un testo d’autore sofferto e malinconico, conducendo gli ascoltatori in un universo, riflesso della nostra contemporaneità, ancora troppo spesso caratterizzato da discriminazione, ghettizzazione e marginalizzazione nei confronti di tutti coloro che vengono definiti “deboli”, “strani”, “diversi”, ma che in realtà non sono altro che anime sensibili, empatiche, originali, ricche di tutti quei preziosissimi valori che il processo di massificazione ha svilito, fino ad annullarli. Accompagnato dal videoclip ufficiale, diretto da Giuseppe Fisicaro e girato al Multiset Studio Ampere di Milano, “La fine dell’inverno” rappresenta un nuovo tratto nel dipinto artistico di Ninfea, un affresco di cuore e voce da cui attingere per cogliere tutte quelle sfumature che si perdono e si confondono in un netto dualismo di tinte che impedisce di percepire la meraviglia delle nuance che non solo li intervallano, ma li costituiscono.
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