Lamezia, gli auguri di Natale del Vescovo alla città e il suo primo bilancio: "Territorio di straordinaria bellezza e potenzialità ma non mancano insidie"

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Lamezia Terme - "In questi mesi ho avuto modo di apprezzare le bellezze di questa città e del suo territorio. È facile trovarsi dal livello del mare in mezz'ora già sul Reventino e una volta arrivati sopra, poter vedere la Piana di Lamezia che è uno spettacolo davvero gratificante". Così monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia incontrando la comunità diocesana per scambiare gli auguri di Natale alla presenza delle autorità politiche e delle forze dell'ordine. Un'occasione per tracciare un sia pur breve bilancio dei pochi mesi dal suo arrivo nella sede della Diocesi di via Lissania.

Monsignor Parisi ha messo l'accento sulle potenzialità di "questo angolo che la terra calabra ha offerto agli imprenditori e alle persone lametine, protagoniste della vita di questo nostro contesto sociale e umano. Certo - ha sottolineato il Vescovo - non mancano le insidie perché dato che ci sono interessi, diciamo di tipo economico, alla fine c'è il rischio che questi interessi possano essere intercettati da altri e per altri scopi. Ma questa è un'evenienza per la quale le forze dell'ordine e gli amministratori sapranno analizzare e dominare. Questo almeno è la speranza di tutti. Un altro aspetto che mi ha colpito molto in questi mesi, è quello dell'attesa dei fedeli, degli uomini, dell'accoglienza che ho avuto con la banda. Non c'ero abituato e ringrazio per l'affetto manifestato così palpabile".

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Un altro aspetto evidenziato dal Vescovo è il laicato. "I laici di Lamezia io li ho sempre conosciuti nei convegni che già nel 1990-91 abbiamo fatto da Paola in poi. Il laicato lametino si è sempre distinto per la qualità degli interventi, per la maturità sui vari temi della presenza dentro il mondo e dentro la storia. Una presenza matura, da credenti. E dietro questo laicato non può che esserci anche un presbiterio che è interessato alla crescita di tutte le forze che si esprimono nelle parrocchie, che si esprimono in Associazioni, movimenti, gruppi. E questa è una grazia del Signore. Sono stati mesi frenetici - ha sottolineato altresì Parisi - perché ho visitato quasi tutti i paesi, quasi tutte le parrocchie. Se non sbaglio ne mancano soltanto 7 su 65. Poi ho avuto la possibilità di vedere tutti i Consigli pastorali e tutti i Consigli degli affari economici delle parrocchie riuniti per Vicarie. Sono transitati da questi incontro tra 1800/2000 persone che sono parte attiva delle parrocchie, di aiuto e di supporto dei parroci, e questo è un dato che mi ha molto confortato".

Un quadro positivo anche se Parisi ha detto che "non mancano piccoli elementi di difficoltà, di criticità che vengono affrontati con grande interesse e che si avviano ormai a soluzione". Parisi poi si è soffermato sulle recenti nomine del 15 dicembre. "Le ho volute fare - ha spiegato - un po' nel segno della discontinuità, ma non tanto legando questa discontinuità ai nomi, quanto piuttosto ai compiti. Non mi piace dire ai ruoli, sono interessato ai compiti, al servizio. In questo senso ho nominato insieme con il vicario generale, tre vicari episcopali, due vicari giudiziali e uno aggiunto per il Tribunale ecclesiastico diocesano. Perché questi tre vicari episcopali e un delegato per la vita religiosa? Perché il mio governo della Diocesi lo intendo portare avanti in modo collegiale. Io sono una persona che si è sempre presa le sue responsabilità, e intendo assumerle ancora in tal senso. Però queste responsabilità che io intendo assumere in prima persona devono essere come un contributo partecipato, sinodale, di varie anime, di varie sensibilità e anche di vari compiti e vari servizi che gravitano nell'ambito di tutta la Diocesi". Un incontro - quello che si è tenuto nella sala "Giovanni Paolo II" del Seminario vescovile - molto partecipato che ha visto anche il saluto e l'intervento del sindaco, Paolo Mascaro, e attraverso il quale monsignor Parisi ha ringraziato i presenti, augurando un Santo Natale a tutta la comunità.

A. C.

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