Anbeta danza in Calabria con il cartellone Ama: "Qui avete una grande ospitalità"

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Catanzaro - Si apre alla danza la Stagione Teatrale di AMA Calabria, con lo spettacolo “Preludes”, che andrà in scena il 25 novembre al Politeama di Catanzaro, con possibilità di accesso anche agli abbonati lametini. Lo spettacolo vedrà esibirsi nelle coreografie di Massimo Moricone tre ballerini di grande prestigio: Anbeta Toromani, Alessandro Macario e Amilcar Moret Gonzales, che danzeranno su musiche di Chopin, Debussy, Bach e Racmaninov, eseguite dal vivo al pianoforte da Sofia Vasheruk in una performance classica di superbo impatto. Esplosa giovanissima sul palco di “Amici”, Anbeta Toromani è oggi all’apice di una carriera brillante che la porta ad esprimere il suo talento nei teatri di tutta Italia.

Quando da bambina ha cominciato a danzare si aspettava che la sua passione l’avrebbe fatta arrivare così in alto? Come viveva il suo sogno?

"Lo vivevo semplicemente, senza aspettative, perché nella danza non esiste un percorso fisso, non c’è nulla di già previsto: io ho fatto l’Accademia, dai 10 ai 18 anni, ma non mi sono mai chiesta cosa sarebbe successo dopo. Bisogna procedere passo dopo passo, proprio come quando si balla, proprio come quando si vive, e vedere cosa arriva. L’importante è che non manchi la passione per ciò che si sta facendo".

Com’è stato il passaggio dal mondo della televisione a quello del Balletto con la maiuscola? Era quello che desiderava?

"Molti mi pongono questa domanda, ma la verità è che io in realtà nasco come ballerina di teatro, non televisiva: ho una formazione accademica di quel tipo. Il passaggio che è avvenuto, e che talvolta può avvenire, è semmai all’inverso. Il fatto di stare a teatro è la mia evoluzione naturale, e se invece fossi nata come ballerina televisiva non sarei potuta approdare al genere di carriera che oggi porto avanti: fare televisione è stata una scelta e un’esperienza in più, ma quello non basta".

Nello spettacolo che porterà a Catanzaro lei danza su musiche per pianoforte eseguite da Sofia Vasheruk. Che genere di emozione le ha dato? Ritiene che la musica classica suonata dal vivo regali alla danza un valore aggiunto?

"Non tutti lo sanno, ma danzare con il sottofondo del pianoforte, suonato dal vivo, durante le lezioni in Accademia è la prassi, e lo facevo fin da piccola. Dunque, quello fra il pianoforte e la danza è un legame molto antico e radicato. Questo spettacolo ha avuto il merito di riscoprirlo, perché effettivamente era da tempo che non gli si dava spazio. La semplicità con cui è stato fatto, non banale, è di grande impatto: i costumi e le luci sono stati riportati all’essenziale per dare spazio alla poesia, alla forza, al dinamismo".

Ha dei progetti futuri che vuole condividere?

"Dopo “Prelude”, porterò nei teatri un altro spettacolo, “Copelia” di Amedeo Amodio".

Aveva già ballato in Calabria?

"No, questa è la prima volta che vengo per ballare. Ma ci sono già stata e ho amato questa terra e il modo di essere dei calabresi: come noi albanesi, inizialmente potete apparire riservati, ma siete gente davvero ospitale".

Giulia De Sensi

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