Celebrazione in suffragio di Benedetto XVI, Vescovo Parisi: "Papa emerito esortò i lametini a non rassegnarsi"

messaeb3fe64a_fb571.jpg

Lamezia Terme - Una celebrazione solenne eppure dall’atmosfera raccolta quella in suffragio del Papa Emerito Benedetto XVI, officiata proprio nella chiesa interparrocchiale creata in suo onore dopo la visita pastorale a Lamezia del 2011. Presieduta dal vescovo Parisi, alla presenza del clero diocesano, di numerose religiose e religiosi, diaconi e consacrati, oltreché del sindaco Mascaro e del presidente del consiglio comunale Nicotera, la messa ha avuto come fulcro la figura del Papa Emerito e il suo esempio, alla luce di un messaggio evangelico concentrato sulla “forza attrattiva della Parola, che fornisce le coordinate per la sequela di Cristo”. “In realtà si può essere cristiani, diaconi o preti, ma essere al contempo atei”, ha spiegato con parole forti Parisi, “cioè non aver preso sul serio l’impatto umano ed esistenziale di Cristo, la sua testimonianza di vita: si può essere cristiani senza aver mai incontrato il Dio di Gesù. Ma sul nostro punto di riferimento reale saremo interrogati”. Qui il riferimento alla figura di Papa Benedetto, “una figura umana, cristiana, sacerdotale”, che ha compiuto “una scelta radicale, voluta e non casuale, pagata fino in fondo: Benedetto XVI la croce l’ha scalata tutta, e sarà la Storia a dirlo, perché è la vita che ci giudica. Gli apostoli del vangelo hanno lasciato affetti, reti, barca per seguire Cristo: è questo che fa la differenza. La Parola che hanno accolto dà speranza all’umanità, ed è una Parola per tutti: per chi legge il vangelo e per chi lo ascolta: deve attraversare la nostra vita, e solo allora arriverà anche agli altri. In realtà, la Parola è Cristo stesso, e Lui non vuole un’umanità ferita: ci dà sempre un’altra possibilità”

vescovo-parisi56b_b0b29.jpg

Parisi richiama a questo punto l’omelia lametina dello stesso Benedetto XVI durante la visita del 2011, sul brano evangelico dell’invito a nozze, e sulla necessità di presentarsi con “l’abito migliore”: “Per il Papa Emerito”, ricorda Parisi, “sulla scorta della tradizione dei Padri della Chiesa, l’abito migliore è l’abito della Carità. E al termine dell’omelia esortò i lametini a non restare fermi, passivi. A non rassegnarsi alle ferite della Calabria, ma di aspirare alla santità quotidiana. In questo la Carità è importante, perché la gioia della festa non sia solo per noi stessi ma per tutti. Vi invito oggi a pregare perché il Signore possa accogliere Papa Benedetto in quella stessa gioia che lui ha sempre contemplato, atteso e sperato, e perché possa goderla per l’eternità”. Al termine della celebrazione il vescovo Parisi, dopo aver ringraziato il clero, i religiosi e tutti i presenti, ha dedicato un pensiero particolare agli operatori dell’informazione, “perché portino un messaggio costruttivo, che crei comunione e faccia arrivare alla città ciò che la Chiesa comunica di positivo sul territorio”.

Giulia De Sensi

messa-papa6a5_368c8.jpg

© RIPRODUZIONE RISERVATA