Lamezia, la testimonianza su monsignor Parisi: "Saprà rischiarare il cammino della sua comunità"

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Lamezia Terme – “La sua vita sublimata dalla fede, dalla verità e dalla giustizia, qualità su cui deve poggiare lo zelo pastorale di un vescovo nel diffondere la parola, fanno di monsignor Serafino Parisi una personalità di spicco fra quelle del firmamento ecclesiastico regionale”. Arriva da Crotone, dalla signora Rita Cardamone, una testimonianza sul profilo e l’esperienza del nuovo vescovo di Lamezia, monsignor Serafino Parisi da qualche settimana alla guida della diocesi lametina.

“Dopo 35 anni di sacerdozio compiuti il 25 Aprile nel giorno di San Marco, per monsignor Serafino Parisi, giunge la bolla pontificia con la quale il Papa dà mandato apostolico alla celebrazione e all’ordinazione a vescovo di Lamezia – afferma - L’antica cittadina di Santa Severina, borgo natio di monsignor Parisi a cui è molto legato, riporta i suoi ricordi alla sua giovinezza, a quando la sua famiglia d’origine ha accolto la sua vocazione, maturata nell’estate dell’80, come un vero e proprio dono e accompagnando i suoi passi verso il pieno compimento di una vita religiosa. La sua vocazione, grazie all’arcivescovo monsignor Giuseppe Agostino, è stata una scelta per accettare la sfida di praticare il suo apostolato in questo territorio aspro e inospitale. Di grande spessore culturale, giornalista pubblicista, e dotato di una rara raffinata sensibilità intellettuale, qualità che si trovano in un perfetto sodalizio insieme alle canoniche virtù teologali”.

“La carità pastorale che anima un vescovo nell’esercizio del suo ministero, quell’amore di padre e guida che trova la sua origine e la sua essenza nell’annuncio fecondo del vangelo; virtù che in sua eccellenza – prosegue la fedele crotonese - si incarnano con pienezza. Poliedrico, eccelle in tutto ciò in cui si cimenta. Con il suo occhio limpido e attento, ha avuto modo di coltivare uno dei suoi numerosi interessi, la fotografia, conseguendo risultati apprezzabili quali il premio “Città di Catanzaro”. Nei suoi scorci e nei suoi tramonti si riesce a intravedere il creatore delle leggi fisiche dell’universo, in cui il testo sacro è la natura, per cui Dio si rivela nell’armonia di tutto ciò che esiste. Non sembra stato un caso quello della nomina per la nuova sede episcopale, in quanto l’antitesi dei Santi Pietro e Paolo erano già nelle sue corde, poiché la diffusione pastorale evangelica si irradia in tutte le direzioni e nello stesso tempo rimane centro e fuoco ardente immutabile. Sullo stemma episcopale scelto da Monsignor Parisi vi è inciso il motto “per caritatem servite invicem”, desunto dalla lettera di San Paolo ai Galati, che recita “ per mezzo dell’amore siate schiavi gli uni degli altri”. Come insegnava l’Apostolo, i cristiani sono chiamati per essere schiavi per mezzo dell’amore, e ciò che è fatto per amore e nell’amore non è fatto per costrizione ma liberamente e con gioia”.

“La carità – aggiunge - intesa nel suo senso pieno, si riprende nell’esempio di Cristo, che non è venuto per essere servito ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti e ci ha così amato fino alla fine. I fedeli, in Monsignor Serafino Parisi vedono la sua straordinarietà come lo splendore del divino nel quotidiano, quali sono tutte le cose che provengono da Dio. Con l’augurio che sia per noi un’alba nascente che rischiara il mattino, una guida, la luce e la speranza per il cammino delle generazioni presenti e future”.

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