
Pianopoli - Un video di pochi secondi, pubblicato su Facebook, ha acceso i riflettori su una vicenda che ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra i Carabinieri Forestali. Un gesto “imprudente”, postato sui social, è diventato il punto di partenza di un’indagine che in poche ore ha portato all’identificazione e alla denuncia di un cacciatore 59enne di Pianopoli. Nel filmato - secondo quanto emerso dalle indagini - l’uomo porge il proprio fucile da caccia a un ragazzo di appena 14 anni. Il minore impugna l’arma, prende la mira e spara verso un uccello fermo su un albero. Per i Carabinieri dei Nuclei Forestali di Lamezia Terme, Serrastretta e Girifalco, quelle immagini sono bastate per avviare un’attività investigativa rapida e puntuale. L’identificazione è stata rapida. Una volta individuato l’uomo, i militari hanno proceduto al ritiro - come previsto dall’art. 39 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - delle armi legalmente detenute presso la sua abitazione, ovvero 20 fucili, compreso quello finito nelle mani del minore, e di oltre 1.500 munizioni. Contestualmente, sono state ritirate la licenza di porto d’armi e quella per l’esercizio dell’attività venatoria. Un gesto superficiale, un video condiviso con leggerezza, e una verità che emerge con forza: quando si parla di armi, l’imprudenza non è mai un dettaglio.
La Procura della Repubblica di Lamezia Terme, immediatamente informata, coordina ora le indagini. La vicenda, inoltre, è al vaglio anche dell’Autorità di Pubblica Sicurezza per gli aspetti di competenza, in relazione alla normativa sulla detenzione delle armi. I provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale – si precisa - non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta a indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.
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