Il Lametino 199: Operazione Piana

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Lamezia Terme - Il passato e il presente, ma sempre nel segno della continuità. Così si presenta il contenuto del nuovo numero (199) de "il Lametino", da sabato in edicola. La rivista ospita infatti un'intervista ad Arturo De Felice - direttore della DIA dal novembre scorso ed ex capo del commissariato di Lamezia Terme dal 1987 al 1992 - e un ampio resoconto dell'ordinanza del Gip di Catanzaro relativa al'"Operazione Piana", che ha portato agli arresti quattro imprenditori del lametino. Arresti, unitamente ai sequestri di beni degli indagati, eseguiti proprio dalla DIA.

Nell'intervista De Felice parla di questa operazione e spiega perché sia intervenuta la DIA (fondamentale il sequestro dei beni). Ma il fulcro del suo colloquio con "il Lametino" è il racconto del periodo in cui è stato a capo della polizia di Lamezia. Ricordi, aneddoti, particolari in cui emerge la figura di Salvatore Aversa, suo vice e suo grande amico, l'ispettore di polizia massacrato dalla 'ndrangheta assieme alla moglie, Lucia Precenzano, il 4 gennaio 1992. De Felice racconta quel terribile periodo, la tragedia del momento, il dolore di aver perso oltre che l'amico il migliore dei suoi uomini. Parla delle indagini, della pista iniziale perseguita anche grazie ad una testimone oculare, dei funerali di stato e della medaglia d'oro alla memoria. Nelle parole c'è sempre il rimpianto dell'amico perduto e anche quello che "forse Lamezia poteva fare molto di più di una strada intestata e di una messa ogni 4 gennaio per ricordarlo". Parla del primo processo, quello che portò all'ergastolo i due indagati, di quella pista poi rivelatasi sbagliata, del nuovo processo e dei nuovi colpevoli. Parla, De Felice, della criminalità di allora, delle cosche, dei clan, delle famiglie malavitose, dell'omicidio dei due netturbini, del primo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia per infiltrazione mafiosa. Un racconto di storia vissuta in prima persona, che alla fine si rivela come il giusto antefatto di ciò che abbiamo pubblicato nelle pagine seguenti all'intervista: l'Operazione Piana, l'ordinanza del Gip.

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L'inchiesta, che proseguirà anche nel prossimo numero, tratta in questa prima parte delle riflessioni del giudice sui differenti rapporti tra imprenditori e cosche, su chi accetta e su chi subisce, sull'imprenditore vittima e su quello colluso. Il Gip, con il supporto di una grande conoscenza legislativa, spiega i motivi per cui ritiene i 4 imprenditori arrestati "imprenditori di riferimento". E ne elenca i lavori eseguiti, secondo le indagini e le accuse, grazie alla cosca Giampa', i rapporti con esponenti della cosca, i favori e le percentuali. Il Lametino pubblica le motivazioni del Gip e i verbali di alcuni pentiti (Giuseppe Giampa', Angelo Torcasio, Battista Cosentino, Saverio Cappello) riguardanti due dei 4 imprenditori arrestati (gli atti riguardanti gli altri due saranno pubblicati nel prossimo numero).
L'ordinanza, proprio per le riflessioni giuridiche e i richiami a precedenti sentenze, diventa quasi come uno spaccato sociologico e spiega una realtà sotto gli occhi di tutti: i metodi con cui la "mafia si fa impresa".
Buona lettura a tutti.


b.not.

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