
Lamezia Terme - Giustizia calcistica è fatta. A distanza di ventitre mesi esatti (27 maggio 2012 – 27 aprile 2014) dall’atroce ed immeritata beffa nella semifinale play-off di ritorno con la Paganese, stavolta solo gioia ed esultanza al D’Ippolito dove, complice il concomitante nulla di fatto tra Aprilia e Tuttocuoio, è finalmente scoppiata la festa. E poco importa, per una volta, se la prestazione nell’occasione offerta dall’undici biancoverde sia stata tutt’altro che magistrale, anzi quasi l’esatto opposto rispetto a quel match stregato di due anni fa con i campani. Tra l’altro, anche allora la Vigor usufruì di due calci di rigore a favore, sbagliandoli entrambi. Oggi, invece, sono stati realizzati tutti e due. Evento che in casa lametina non si verificava dalla trasferta di Gavorrano del 4 marzo 2012 allorquando le trasformazioni di Mangiapane e Mancosu permisero di pareggiare in rimonta una partita oramai compromessa. Ancora una volta si è dunque avuta dimostrazione di come questo sport sia davvero strano.




A fare la differenza in positivo, inutile nasconderlo, così come avvenuto la scorsa stagione, anche stavolta è stato il calendario alla fine fortunatamente rivelatosi abbastanza soft nelle ultime tre giornate. Una circostanza favorevole ben accolta dopo tante stagioni sfortunate. Per trarre i primi bilanci su quello che ha o meno funzionato in questa tribolata ma comunque storica stagione, ci sarà tuttavia tempo. Oggi quello che importa è dare sfogo ad una gioia repressa per oltre un quarto di secolo. E’ solo tempo di gioire e festeggiare in una città letteralmente colorata di biancoverde. Festa alla quale si staranno aggregando idealmente tutti quei tifosi che ormai ci guardano da lassù e che, finchè in vita, non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno alla Vigor Lamezia. Giustizia è stata fatta anche per loro. La Vigor è in Lega Pro Unica, la Vigor ha scritto la più bella pagina di questi suoi novantacinque anni di storia.
LE PAGELLE
PIACENTI 6.5 Reattivo nelle tre occasioni in cui è chiamato in causa. Nello specifico quando blocca, quasi sulla linea, il leggero tocco di testa di Agostinelli e quando respinge in tuffo le conclusioni dalla media distanza di Montanari e Battistelli
RAPISARDA 6 Sente sin troppo la partita risultando spesso imbarazzante quando prova a proporsi. Per lui, come per altri suoi compagni, sufficienza comunque d’ufficio visto che alla fine vittoria doveva essere e vittoria, storica, è stata. Dal 23’st
RONDINELLI 6.5 Un po’ meglio rispetto al compagno a cui è subentrato
MARCHETTI 6.5 Il suo valore lo ha dimostrato durante l’intero arco del campionato, contro avversari ed in partite decisamente più probanti
STRUMBO 6.5 Tra i più decisi ed autorevoli, anche se alla fine macchia un po’ la propria prestazione con una goffa autorete
MALERBA 6 S’impegna ma è poco preciso, oltre che frettoloso, in fase d’imposizione
GIAMPA’ 7 L’unico a prendersi la responsabilità ed il merito di provare ad impostare palla a terra. Piuttosto dinamico e volitivo, prova senza fortuna anche la soluzione personale dalla distanza
SCARSELLA 6.5 Non ai suoi soliti livelli. Sembra salire in cattedra attorno alla mezzora del primo tempo, quando sradica un paio di palloni in mezzo al campo facendo ripartire l’azione dei suoi, ma è un fuoco di paglia
ZAMPAGLIONE 6.5 Nel primo tempo è il più pericoloso sottoporta pur non inquadrando lo specchio. Cala nettamente nella ripresa e viene sostituito. Dal 23’st D’AMICO 7 Entrato da pochi minuti, si prende la responsabilità di calciare stavolta lui dagli undici metri e lo fa in maniera magistrale, con un destro tanto forte quanto angolato, che fa esplodere i 4000 del D’Ippolito
CARBONARO 7 Sin dai primi minuti dimostra, assieme a Giampà, di avere una marcia in più rispetto al resto dei compagni. Palla al piede è l’unico che punta l’uomo nell’uno contro uno e non a caso si procura più di un calcio piazzato da buona posizione. Un po’ troppo frenetico ed impreciso sottoporta, ma si riscatta pienamente procurandosi i due penalty (il primo a dire il vero apparso dubbio) che spianano la strada verso la Lega Pro Unica e mettendo a segno il suo primo centro stagionale
LONGONI 6 Anche per lui sufficienza di stima. Sbaglia un cospicuo numero di palloni e di lanci. Molto al di sotto delle sue effettive possibilità tecniche
DEL SANTE 6 Ennesima prestazione insulsa. Al D’Ippolito, si è fermato all’Immacolata..Dal 34’st ROMANO SV
COSTANTINO 6.5 Probabilmente la squadra ha sentito fin troppo il peso della partita, tanto da sfornare una prova tutt’altro che convincente. L’unica cosa che comunque contava veramente, era vincere. Ed alla fine lo si è fatto. A prescindere dal suo eventuale, o meno, futuro in biancoverde (ricordiamo ch’è in scadenza di contratto), rimarrà in ogni caso nella storia come l’allenatore che ha condotto, senza ovviamente dimenticare le quattordici giornate di gestione Novelli, la Vigor Lamezia nella nuova/vecchia serie C unica.
Ferdinando Gaetano



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