
Lamezia Terme – In attesa dell’inaugurazione del nuovo Circolo PD il 23 gennaio a Lamezia, interviene il consigliere comunale del partito democratico, Gennarino Masi, in particolare in merito alla presenza del Segretario Regionale Nicola Irto.
Secondo Masi, la presenza di Irto alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Circolo del PD di Lamezia “finisce inevitabilmente per riaprire ferite mai rimarginate sulla violazione delle norme e delle regole che hanno caratterizzato la fase congressuale del partito. Come si ricorderà, nei mesi scorsi, a più riprese, furono presentati ricorsi agli organismi nazionali e regionali sul mancato rispetto dei regolamenti congressuali. Ad oggi, però, non è seguito alcun riscontro. Se, infatti, le varie richieste documentali ed i ricorsi tutti fossero stati ritenuti infondati, bastava respingerli e motivarli. Così non è stato”.
Il consigliere Pd, esprime la sua amarezza e dichiara: “il segretario regionale, che si è sempre sottratto al confronto, se pensa di superare la dialettica politica interna e la diversità di opinioni e di strategie senza un serio confronto e non esercitando il ruolo di direzione politica che gli compete, bensì calpestando le norme e il regolamento congressuale con il chiaro intento di emarginare dalla vita del partito una intera area politica, compie una grave azione politica che rappresenta un inaccettabile vulnus. La pesante sconfitta registrata alle ultime elezioni regionali è il risultato dell'assenza totale di iniziativa politica del PD dimostrando che è finita un’epoca, che c’è la necessità di costruire dal basso un centro-sinistra più forte, meglio organizzato, che sappia affrontare le crisi più grave di questa terra”.
Secondo Masi “oggi c’è bisogno di una classe dirigente, capace di ricucire, di mettersi in ascolto, di parlare con la lingua semplice e diretta della realtà quotidiana. Una classe politica che non cerchi solo accordi di vertice, ma che torni nei territori, tra le persone, nelle piazze e nelle periferie. La coalizione deve ritornare ad essere una presenza viva, fatta di persone che ci mettono la faccia, il tempo e la passione. Solo così si può ricostruire fiducia e rilanciare un progetto progressista credibile, che parli davvero ai bisogni delle nostre comunità. È evidente, che in questo contesto non basta la presenza all'inaugurazione di qualche circolo. Nella casa della Democrazia il rispetto delle regole vale per tutti, non può essere discrezionale. S'impone, pertanto, una forte discontinuità e un forte rilancio della iniziativa politica”.
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