A Taverna conclusa la prima festa dell’emigrante: "Insieme in un ritrovato spirito di comunità"

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Taverna – “Incontrare e omaggiare, all’insegna di un ritrovato spirito di comunità, i tanti concittadini che hanno dovuto lasciare la propria terra d’origine e stabilirsi nel Nord e, in qualche caso, anche al di fuori dei confini nazionali, in cerca di situazioni migliori”. È stato questo il leitmotiv della prima edizione della festa degli emigranti pensata e realizzata a Taverna.

Menu della tre giorni: una mostra fotografica, un convegno e spettacoli in piazza. Attraverso le foto della rassegna “Come eravamo…”, allestita nel Chiostro dell’ex convento dei Padri Domenicani, infatti, si è potuto rievocare visivamente il fenomeno dell’emigrazione, la storia politica e sociale e le tradizioni religiose della cittadina dai primi anni del ‘ 900 ad oggi. Temi arricchiti nel corso di un convegno sul tema “Storie – Emigrazione ieri e oggi”, occasione che ha fornito molti spunti di riflessione e anche di analisi intorno ad un fenomeno epocale che ha segnato la storia e la carne viva di Taverna come di tanti altri comuni del sud. Dopo i saluti del sindaco Sebastiano Tarantino, sono intervenuti in qualità di relatori Costantino Mustari, che ha riflettuto sull’emigrazione oltreoceano esaminando le motivazioni del fenomeno, la durezza del viaggio, la difficoltà di integrazione in una terra sconosciuta, la nostalgia e l’attaccamento che rimaneva in ogni emigrato per la propria terra d’origine; Salvatore Munizza  che ha trattato il fenomeno dell’emigrazione dal punto di vista di chi è rimasto nel proprio paese d’origine e ha rievocato, citando anche brani del suo libro ‘Santa Barvera’, il dolore del distacco simboleggiato dalla partenza quasi quotidiana di amici e parenti compagni di gioco e dallo spopolamento delle ‘rughe’ e, quindi, del paese. Salvatore Veraldi, con la voce rotta dall’emozione, ha reso testimonianza della sua personale esperienza di emigrato, il “suo” viaggio della speranza a Monza dove già si trovava un numeroso gruppo di tavernesi che richiamavano parenti e amici in Lombardia in concomitanza con il boom economico.

Senza tralasciare, comunque, le tante difficoltà incontrate nel trovare casa o dinnanzi alla diffidenza mostrata dai cittadini lombardi, sentimenti resi ancora più duri e gravosi dalla nostalgia per gli affetti lasciati a Taverna.  Le conclusioni dell’incontro sono state tratte dal parroco don Antonio Ranieri. Durante l’iniziativa è stato proiettato un video, realizzato da Francesco Parrottino, con interviste e testimonianze di emigrati tavernesi sulle loro esperienze.

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