
Roma – Nella provincia di Catanzaro la presenza di pediatri di libera scelta ammonta a quota 50 unità con un rapporto pari a un pediatra ogni 891 minori dai 0 ai 15 anni. I medici di medicina generale sono invece 275, pari a un dottore ogni 1.108 abitanti. Per quanto riguarda i cardiologhi ospedaleri, se ne contano 62 in povincia, la media sale a uno ogni 4.916 abitanti. I ginecologi ospedalieri sono invece 36, uno ogni 4.585 abitanti, mentre i farmacisti ospedalieri sono 17, uno ogni 20.550 abitanti. Sono i dati che emergono dal Report di Cittadinanzattiva dal titolo "Bisogni di salute nelle aree interne, tra desertificazione sanitaria e PNRR".

L'analisi ha considerato la presenza di pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, ginecologi, cardiologi e farmacisti per ciascuna provincia italiana, utilizzando i dati forniti dal ministero della Salute e relativi al 2020. Nella classifica delle province con maggiori squilibri, la quarta è la Calabria, con Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia. Seguono le province venete di Treviso, Venezia, Verona, quelle liguri di Imperia, La Spezia, Savona, e le emiliano-romagnole Parma, Piacenza, Reggio Emilia. Nel dettaglio, la provincia con meno pediatri per numero di bambini è Asti, dove ogni professionista segue 1813 piccoli pazienti mentre la media nazionale è di uno ogni 1061 e comunque ben oltre la normativa, che prevede circa 1 pediatra per 800 bambini. I medici di medicina generale più oberati di lavoro si trovano invece nella provincia di Bolzano, dove ogni dottore si trova a seguire in media 1.539 cittadini, nonostante la normativa fissi il limite a 1.500. Sempre a Bolzano i cardiologi ospedalieri csono in un rapporto di uno ogni 224.706 abitanti, ossia 71 volte peggio rispetto a Pisa, dove si registra il dato migliore d'Italia: un cardiologo ospedaliero ogni 3.147 abitanti. Per quanto riguarda invece i farmacisti ospedalieri il rapporto migliore d'Italia si registra in provincia di Forlì-Cesena con uno a 9.982, il peggiore in quella di Reggio Emilia dove c'e' un professionista ogni 264.805 abitanti. Per quanto riguarda la disponibilità di ginecologi ospedalieri, Roma è la migliore con un rapporto di uno ogni 2.292 pazienti.
Una delle direttrici del Piano nazionale di ripresa e resilienza è quella che vede il finanziamento di strutture sanitarie da realizzare nelle aree interne del Paese. Ma i fondi messi a disposizione dall'Europa potrebbero non essere sufficienti a colmare i forti squilibri sanitari che vedono interi territori, anche in Calabria, completamente sguarniti di medici. Soltanto il 16-17% delle Case e degli Ospedali di Comunità, infatti, sarà realizzato in zone interne. I fondi e i progetti previsti dal PNRR avrebbero la potenzialità di ridurre alcuni gap storici, come quello dell'assistenza territoriale in alcune aree del Paese. Ma i risultati relativi al 2020 non sono incoraggianti: su 1431 Case della Comunità e su 434 Ospedali di Comunità, poco più di un terzo saranno realizzati nelle aree interne. Tuttavia a restare quasi sguarniti saranno soprattutto gli oltre 5 milioni di cittadini che vivono nelle zone periferiche ed ultraperiferiche di queste aree: qui sono previste appena il 16% delle 1431 Case ed il 17% dei 434 Ospedali di comunità.
B.M.

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