Aumentano infortuni e morti sul lavoro in Calabria, in un anno oltre 10mila denunce

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Catanzaro - L'ultimo caso di cronaca registrato sul territorio è stato la morte dell'operaio di 48 anni, Antonio Mastroianni, precipitato a settembre da oltre dieci metri di altezza dal tetto del capannone di una ditta all’interno dell’area industriale di Lamezia Terme. Pochi giorni prima a perdere la vita era stato un altro operaio sulla Statale 280, il 35enne Antonio Ciambrone. Il fenomeno delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro raccontano uno spaccato drammatico definito da numeri impressionanti in Calabria e in Italia.

Stando alle indicazioni dell'Inail, infatti, in Calabria nel 2022 sono state fatte 10.270 denunce per infortuni sul lavoro, la metà delle quali si è chiusa con l'accertamento che l'infortunio subito dal lavoratore sia stata diretta conseguenza della propria attività lavorativa: 32 - invece - le denunce per infortuni mortali. Nei primi otto mesi del 2023 in Calabria le denunce di infortuni sul lavoro sono state - invece - invece 5mila 531, mentre gli infortuni mortali sono stati 16.  La Calabria viene definita zona "arancione" ma il fenomeno - rispetto ad altre regioni con numeri più importanti - è sottostimato dal momento che non tutti denunciano. Inoltre, non è da sottovalutare l’incidenza di lavoro irregolare.

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