Lamezia, bonifica campo Scordovillo: Regione stanzia otto milioni da destinare alle famiglie

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Catanzaro - Primi passi della cabina di regia istituita dalla Regione finalizzata alla bonifica del campo di Scordovillo. Il dipartimento Welfare, infatti, ha elaborato una serie di interventi da realizzare utilizzando i fondi europei e che puntano a promuovere politiche attive a sostegno dei nuclei familiari e dei soggetti fragili presenti all'interno del campo. "I destinatari dell'intervento - spiegano dal dipartimento regionale - sono i cittadini di etnia rom, per un totale di circa 440 persone, insediate nella baraccopoli stabile in località Scordovillo; in particolare i minori (circa il 65%) e le loro famiglie".

Otto in totale gli interventi realizzabili: laboratori educativi e creativi per minori, ad esempio attivazione di laboratori didattici e creativi nelle classi, con il coinvolgimento dei docenti e di tutto il personale scolastico; sostegno socio educativo extra scuola incluse le spese di trasporto, ad esempio percorsi di sostegno socio-educativo nel dopo-scuola; orientamento e supporto alla ricerca di lavoro; laboratori socio-sanitari per nuclei familiari; interventi di contrasto al disagio abitativo (voucher e strumenti equivalenti) per incentivare la fuoriuscita dal campo); promozione rete locale, ad esempio contatti con la scuola e i servizi sociosanitari; azioni di sostegno finanziario, mediante l’erogazione di voucher/buoni spesa, per l’acquisto di beni di prima necessità; azioni di sostegno ai percorsi di empowerment sociale.

Gli obiettivi del piano di azione sono "miglioramento dell’inclusione scolastica e del successo formativo dei minorenni; miglioramento dell’accesso ai servizi socio-sanitari delle famiglie; consolidamento della rete locale per l’inclusione; rafforzamento delle politiche per l’inclusione attiva degli adulti; realizzazione di soluzioni abitative alternative". Il prossimo passo sarà ora la firma tra la Regione, la Prefettura di Catanzaro e il Comune di Lamezia Terme di un protocollo d’intesa che prevede che la Prefettura e il Comune parteciperanno al processo di coprogettazione, al Comune compete l’attività di presa in carico dei destinatari attraverso i propri servizi sociali. Attraverso avviso pubblico, si procederà poi alla selezione dei soggetti attuatori fra gli enti di terzo settore.

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