Boom di imprese balneari in Calabria: in 10 anni la crescita più alta d'Italia: oltre il 30% a conduzione "rosa"

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Roma - È boom di nuove imprese balneari in Calabria, che è la regione che in 10 anni ha fatto registrare la maggiore crescita, soprattutto di imprese a conduzione femminile. Lo rivela l'indagine di Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Dal 2011 la corsa a gestire la balneazione sulle coste dello Stivale (incluse quelle di laghi e fiumi) ha portato a un incremento complessivo pari a 1.443 unità in più. Le protagoniste della crescita nell'ultimo decennio sono le regioni del Sud, decisamente lanciate al recupero delle posizioni rispetto al Centro-Nord. Nel periodo considerato, la crescita più rilevante in termini assoluti ha interessato la Calabria (+328 unità) che ha raddoppiato la dotazione del 2011. Seguono la Sicilia (+198 attività, +67,6 per cento nel decennio), la Campania (+184) e la Puglia (+160). In termini relativi, l'accelerazione più consistente del decennio è quella della Sardegna (+162,5 per cento). L'esercizio di questa particolare attività si realizza prevalentemente sotto forma di società di persone (3.507 le aziende con questa forma giuridica alla fine del 2021, pari al 43 per cento del totale), un probabile riflesso della frequente conduzione familiare di questo tipo di attività.

A scegliere la formula della società di capitale sono 2.099 imprese (29 per cento) con la restante quota del 28 per cento che si distribuisce tra imprese individuali (25 per cento) e altre forme, principalmente costituite da cooperative (3 per cento). Prendendo in esame le circa 1.700 società di capitale per cui sono disponibili i dati di bilancio, la foto restituita dal Registro delle imprese disegna l'identikit di un settore popolato per metà (il 68,4 per cento) da realtà al di sotto dei 250 mila euro di fatturato. Il 18,6 per cento si colloca tra i 250 e 500 mila euro, il 9,5 per cento e' nella fascia tra 500 mila e 1 milione mentre un piccolo drappello (il 3,4 per cento) totalizza a fine anno incassi superiori ai sei zeri. Infine, quanto alla governance, un'impresa balneare su 4 è guidata da donne (1.809 attività, il 25,2 per cento del totale, un dato superiore alla media sul totale nazionale del 22,1 per cento) mentre solo il 6 per cento (427 realtà) risulta guidata da giovani under 35, una quota inferiore alla media nazionale dell'8,9 per cento. Il "rosa" si addice soprattutto alle spiagge della Calabria, dove la percentuale di imprese a conduzione femminile raggiunge il 31,3 per cento. A seguire da vicino, il Friuli Venezia Giulia (31 per cento) e subito dopo la Toscana e il Lazio, rispettivamente con il 28,8 e 28,6 per cento di rappresentanza femminile. In Veneto (11,8 per cento) la quota di imprese balneari a guida femminile più bassa. Quanto alle imprese giovanili, i tassi di presenza più elevati si riscontrano nelle regioni del Mezzogiorno con (ancora una volta) la Calabria in testa (con il 12,7 per cento di imprese giovanili sul totale delle balneari) seguita da Basilicata (9,1 per cento), Sicilia (8,4 per cento) e Campania 8,1 per cento).

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