
Lamezia Terme - "Finita la stagione estiva e finiti i mesi in cui i fatturati potevano coprire le spese, saranno in tanti a non farcela più. Anzi, i guadagni dell'estate saranno praticamente assorbiti dagli extra costi energetici". Fabrizio D'Agostino, responsabile di Federalberghi Calabria e titolare di una struttura ricettiva nel lametino, unisce la soddisfazione per il buon andamento della stagione estiva con la grande preoccupazione dell'intera categoria per i rincari legati all'energia e alle materie prime. "Purtroppo - spiega - le ricadute le stiamo già subendo. Sul Tirreno, ad esempio, alcune aziende turistiche sono state costrette ad alzare bandiera bianca e a chiudere almeno per il momento, molti villaggi hanno anticipato la chiusura della stagione, con conseguenze facilmente immaginabili non solo per quanto riguarda i titolari ma anche sui posti di lavoro e l'intera filiera che ruota attorno a queste realtà imprenditoriali".
"Purtroppo - prosegue l'esponente di Federalberghi - già a giugno avevamo ben messo a fuoco quali potessero i rischi, perché abbiamo registrato un rincaro medio sulle spese del 25%. Gli alberghi e tutte le attività ricettive sono strutture energivore. Il nostro sforzo, per questa stagione, è stato quello di bilanciare rincari e prezzo d'offerta, ma evidentemente ci deve essere una sostenibilità economica che sta venendo meno e in Calabria tutto ha un sapore ancora più amaro, perché la vocazione turistica potrebbe realmente essere un volano di sviluppo, ricchezza e crescita complessiva e - invece - pur dopo una stagione molto positiva sul piano delle presenze, le ombre dell'oggi complicano e di molto la sopravvivenza di questo comparto".

"Così come indicato da Federalberghi - afferma ancora D'Agostino - serve un intervento politico, e serve un intervento europeo come è stato per la pandemia da Covid. Altrimenti in Italia rischiamo di avere in piazza 1 milione di disoccupati perché le aziende costrette a chiudere saranno tante. L'Italia è l'anello debole della catena, i tedeschi hanno avuto il super investimento del governo, i francesi hanno il nucleare e noi rimaniamo con il cerino in mano, anche perché non possiamo sapere quando finirà questa crisi. Non è possibile che sia così: la politica intervenga e lo faccia subito".
G. V.
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