
Lamezia Terme - Nei giorni scorsi, nella parrocchia della Pietà di Lamezia, si è svolto l’incontro formativo dal titolo “L’intelligenza artificiale nel Magistero della Chiesa”. Introdotto dal parroco Don Emanuele Gigliotti l’argomento è stato trattato dalla professoressa Laura Boccenti, reggente regionale di Alleanza Cattolica della Lombardia.
La presentazione di Don Emanuele si è aperta con un interrogativo: "perché questo tema? L’importanza del tema, sottolinea, è significativa per il presente ma soprattutto per il futuro delle nuove generazioni. E come Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della rivoluzione industriale così oggi la Chiesa con la Dottrina sociale vuole rispondere ad un’altra rivoluzione quella della intelligenza artificiale (IA) che comporta nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro. Dunque l’intelligenza artificiale deve essere un aiuto e non un pallido sostituto alla nostra intelligenza".
La Prof.ssa Boccenti delinea la sua relazione con un altro quesito: "perché il Magistero della Chiesa si occupa di intelligenza artificiale?" E citando il Magistero degli ultimi Papi ha provato a dare una risposta. "A partire da Papa Leone XIV - prosegue la nota - che si pone il problema sulle conseguenze dell’I A; poi Papa Benedetto XVI con quella che ha definito “la dittatura del relativismo” per finire con Papa Francesco che ha posto l’attenzione sull’odierna fase storica che la definisce “un cambiamento d’epoca e non un’epoca di cambiamento”. Questo avviene perché, continua la Prof.ssa Boccenti, un modello culturale esistente si è esaurito e si afferma un nuovo modello culturale. Vale a dire che le domande sul senso della vita sono cambiate. La cultura come termine che indica: culto, coltivare; esprime il rapporto con Dio e il rapporto con gli altri e la natura. Ed a seconda delle risposte che diamo a questi cardini sociali si articola una civiltà. All’interno della cultura occidentale, continua, si è operata una rottura con l’avvento della modernità che ha modellato una società senza valori oggettivi e nel cambiamento d’epoca ha giocato un ruolo fondamentale un nuovo modo di intendere il progresso tecnico-scientifico in cui la riparazioni alle varie fratture non è più operata dalla Redenzione ma dalla scienza e della prassi. Nel nuovo modo di concepire il sapere, nell’affrontare e risolvere un problema il criterio di giudizio è il cosiddetto “lo stabilisco io”. Quello che viene messo in discussione non è la conoscenza scientifica ma la sua estensione ad ogni campo. In definitiva l’intelligenza artificiale è una nuova sfida, è un’applicazione dell’intelligenza umana perché solo la conoscenza ti dà una motivazione. Per cui la vera scommessa è quella della ridefinizione dei ruoli e parafrasando il noto insegnamento del Vangelo: date all’uomo quello che è dell’uomo e alla macchina quello che è della macchina chiude il suo intervento asserendo in definitiva che l’IA è un prodotto della mente umana".
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