
Mangone (Cosenza) - Le maestranze rinunciano al salario sin qui maturato per la crisi che ha investito la Next Elettronica di Piano Lago di Mangone. E questo un ulteriore sacrificio a cui i lavoratori sono andati incontro dopo essersi battuti per la (ri)nascita della loro azienda (a seguito del fallimento di altro marchio industriale di proprietà milanese) e, più di recente, per scongiurarne la chiusura, come conseguenze della grave crisi che l’ha investita. Si sa che i soci/lavoratori hanno sottoscritto il capitale sociale impegnando l’intera indennità di disoccupazione (Naspi) e chiedendo all’Inps la spettante anticipazione, Non solo. Nel mese di dicembre, l’assemblea dei soci ha deciso di avviare una procedura di conciliazione in sede sindacale finalizzata “alla rinuncia degli stipendi, ovvero delle spettanze maturate in base alla vigente normativa”. Le istituzioni, per la verità, come sostengono le rappresentanze sindacali, non sono state a guardare. I sindaci della zona, insieme con i loro colleghi di Cosenza e Castrolibero, il presidente della Provincia e il deputato Anna Laura Orrico, questi ultimi collegati in remoto, hanno affrontato la problematica unitamente ad una rappresentanza dei lavoratori, che, dal canto loro, hanno illustrato i motivi della crisi ed esposto un ventaglio di soluzioni, sulle quali è impegnata anche la Regione.
Il suo dipartimento Sviluppo Economico e Attrattori Culturali ha già fissato la data del 23 gennaio un “tavolo” con tutte le parti interessate per un’analisi delle possibilità di ripresa della produzione aziendale, della salvaguardia dei posti di lavoro e della tutela degli interessi del territorio. I sindaci hanno chiesto che questo incontro abbia luogo nella sede dell’azienda a Piano Lago. L’assemblea ha notato come i tempi di intervento siano ristretti e come i sacrifici dei lavoratori rischino di rivelarsi inutili. In un documento, approvato alla unanimità a conclusione del loro incontro, i sindaci hanno scritto:” Non possiamo subire passivamente “l’ennesimo scippo” a danno di un intero territorio, quello della Valle del Savuto, che necessita più che mai di attenzioni e opportunità di rilancio: sarebbe un danno per l’intera Calabria. Il potenziale di questa azienda è veramente grande e potrebbe dare lavoro a tante famiglie, a tanti giovani, che, invece, si vedono costretti ad emigrare, in altre regioni d'Italia o addirittura all’estero, alla ricerca di maggiori opportunità. Il territorio sud-cosentino – hanno aggiunto - non può perdere anche questa occasione di sviluppo, né esporre l’agglomerato di Piano Lago ad ulteriori situazioni di deindustrializzazione. È molto importante che ci sia un immediato intervento per scongiurare il default economico delle famiglie e dei lavoratoti coinvolti, di chi ha scommesso a beneficio di una intera area. Attendiamo tutti con fiducia – hanno concluso - l'esito dell’incontro convocato dalla Regione e ci appelliamo alle volontà di chi può e deve necessariamente individuare possibili soluzioni attuabili nell' immediato”.
lmp
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