
Catanzaro - “Il ministero della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura sono al lavoro per dimezzare la scopertura attuale dell'organico della magistratura e giungere ad una scopertura considerata fisiologica anche per ragioni di mobilità nel 2025, passando quindi dalle 1.524 unità attuali a circa 720". Lo ha riferito Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, oggi in visita istituzionale in Calabria per discutere delle problematiche che riguardano gli uffici giudiziari, intervendo nel palazzo della Corte d'Appello di Catanzaro. Insieme al vicepresidente del Csm erano presenti i consiglieri togati Maria Vittoria Marchianò e Antonino Laganà. Alla riunione di Catanzaro con i capi degli uffici giudiziari hanno partecipato il procuratore generale Giuseppe Lucantonio, il presidente vicario della Corte d’Appello, Grabriella Reillo, il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, il procuratore di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, il procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni.

"Reputo sia inaccettabile – ha continuato Pinelli - che un Paese civile non abbia il procuratore capo di Firenze, non abbia il procuratore capo di Napoli, non abbia il presidente del tribunale dei minorenni di Roma, che non abbia una guida in uffici chiave del Paese, magistrati che devono anche coordinare i magistrati più giovani. Credo sia inaccettabile e vi assicuro che finché avrò risorse, e ne ho parecchie, mi batterò ogni giorno, h24, sabato e domenica inclusi, per giungere a questo risultato. E su questo il Csm andrà dritto sulla sua strada e il vicepresidente, vi assicuro, non si fermerà di fronte a nessun ostacolo perché io questo risultato lo voglio raggiungere". Il vicepresidente Pinelli ha posto l'attenzione inoltre sulla necessità di accorciare i tempi di insediamento dei magistrati.
“Non solo non basta un anno per correggere le prove scritte – ha rilevato - ma il problema è che dal momento del bando a quello dell'insediamento dei magistrati, cioè quando poi effettivamente questi prestano servizio, decorrono circa quattro anni. Su questo punto che è anche di preoccupazione abbiamo immediatamente aperto un tavolo col ministero per affrontare la necessità di ridurre i tempi dell'insediamento sollecitando anche l'eventualità di utilizzare le tecnologie per accorciare i tempi in modo che vi possano essere magistrati anche nell'arco di questo quadriennio che vadano a diminuire la scopertura attuale e dare un po' di sollievo ai territori".
B.M.

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