
Catanzaro - Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Catanzaro, ha accolto il ricorso di una docente lametina inserita nelle GPS della provincia di Catanzaro per la classe AAAA e per la classe ADAA (sostegno incrociato), assistita dall’avvocato Laura Gualberto del foro di Lamezia Terme, che lamentava il non corretto funzionamento dell’algoritmo nel conferimento degli incarichi. In particolare, il legale della docente Gualberto, deduceva che “il malfunzionamento dell’algoritmo che governa la procedura informatizzata di assegnazione delle supplenze, era da ricondurre all’operatività di criteri di assegnazione diversi da quelli posti a presidio del funzionamento del sistema informatizzato, puntualmente disciplinati dalle norme della O.M. del 6 maggio 2022”.
Ne derivava che, si legge nella nota “del tutto inopinatamente, la docente sin dal primo bollettino di nomina del 29 agosto 2023 pubblicato dall’Ambito Territoriale di Catanzaro, veniva ad essere scavalca nella assegnazione degli incarichi per la classe ADAA, da docenti collocati in graduatoria con punteggio inferiore, sovvertendo il principio del merito della spettanza dell’incarico in base alla posizione utilmente occupata, facendo risultare la docente rinunciataria all’intera procedura di assegnazione”. Il Tribunale di Catanzaro con immediata pronuncia cautelare del 07.12.2023, informano ancora “ha accolto in toto tutte le richieste del legale, ritenendo sussistente il fumus bonis iuris, ed il periculum in mora, condannando il Ministero ‘ad attribuire alla ricorrente un incarico a tempo determinato annuale o al 30 giungo, in una delle sedi indicate dalla stessa in relazione alla classe di concorso ADAA, secondo l’ordine di preferenza espresso in domanda’”.
Quanto all’urgenza del riconoscimento del diritto della docente, spiega il Magistrato nella ordinanza cautelare, si legge ancora nella nota: “che solo l’assegnazione di incarichi a tempo determinato, può salvaguardare gli interessi giuridicamente rilevanti della docente, non esclusivamente di natura economica, quali ad esempio il diritto all’accrescimento del proprio bagaglio culturale, ma soprattutto la maturazione della anzianità di pre-ruolo, non ristoratili economicamente. Gli ulteriori profili di illegittimità e pregiudizio, come il riconoscimento dell’intero anno di servizio e degli annessi 12 punti, oltre che la quantificazione del risarcimento danni saranno debitamente valutati invece nell’udienza di merito fissata nel mese di aprile 2024”.
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