Festa della Liberazione, anche in Calabria politica e istituzioni celebrano il 25 aprile

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Lamezia Terme - Il mondo delle istituzioni e della politica si mobilita alla vigilia della Festa della Liberazione che si celebrerà domani con iniziative sparse in tutta la Calabria.

Mancuso: “Concretizzare a tutti diritti Costituzione”

"Le libertà, la democrazia e la solidarietà hanno radici profonde nella 'Festa della Liberazione' dal nazifascismo, che ricorda una pagina fondamentale della nostra storia, allorquando si sprigionarono le energie positive che consentirono la rigenerazione nazionale. E si ebbe l'affermazione, grazie al coraggio di uomini e donne che hanno pagato prezzi altissimi, della democrazia e dello Stato di diritto". È quanto afferma, in una dichiarazione, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. "A quelle istanze etiche e a quei valori compendiati nella Carta Costituzionale - aggiunge Mancuso - occorre sempre fare riferimento, soprattutto in un contesto geopolitico internazionale attraversato da pulsioni totalitarie e offuscato, in Europa, dall'aggressione della Russa al popolo ucraino. L'impegno a cui oggi siamo chiamati, ciascuno per la propria responsabilità, è dare concretezza ed effettiva agibilità ai diritti costituzionali dei cittadini su tutto il territorio nazionale, per incrementare la coesione sociale e la fiducia nelle Istituzioni".

Masi (Pd Lamezia): “Rinnoviamo la consapevolezza della origine della nostra democrazia”

“Il Pd lametino parteciperà come sempre alle celebrazioni del 25 Aprile Festa della Liberazione dal Nazifascismo, per celebrare i tanti eroi che, donando la loro vita per la nostra libertà, furono gli artefici di quel periodo sofferto, doloroso, pieno di sacrifici ma decisivo nella storia del nostro Paese, che ci ha fatto risorgere dalla barbarie del nazifascismo e della guerra. Tale data rappresenta una memoria che deve essere patrimonio condiviso. Crediamo, infatti, che la memoria non sia un esercizio di retorica episodico e di circostanza, ma azione continuativa da portare avanti ogni giorno. Il 25 aprile non è un rito. Non è un “rosso” sul calendario utile per un “ponte”. In questa data rinnoviamo la consapevolezza della origine della nostra democrazia, ricordiamo quanti hanno con la vita contribuito a questa straordinaria conquista. Un valore che non dobbiamo mai considerare acquisito per sempre, soprattutto se ci soffermiamo ad analizzare le turbolenze di questo tempo. La Resistenza non fu soltanto conflitto armato per abbattere il regime e l’invasore, ma anche riflessione e dibattito su ciò che sarebbe diventato il nostro Paese una volta che fosse stata riconquistata la pace e con essa il recupero delle libertà perdute con la conquista di nuovi diritti che per vent’anni erano stati negati. È sul 25 Aprile, su questa data, che si fonda, anzitutto, la nostra Repubblica Antifascista. Il 25 aprile è nel nostro Dna. La nostra democrazia si difende non dimenticando e soprattutto inculcandola orgogliosamente alle nuove generazioni, ai nostri figli”. Così Gennarino Masi, segretario cittadino del Pd Lamezia.

Cgil Calabria: “C’è necessità di una lotta antifascista quotidiana”

“Oggi più che mai è, non solo doveroso, ma anche necessario commemorare il 25 aprile. L’Anniversario della Liberazione del nostro Paese, il sacrificio di quanti sono stati impegnati nella Resistenza, le conseguenze della dittatura fascista prima e del suo asservimento al nazismo, sono parte integrante della storia italiana e dei principi cardine della Costituzione. I tentativi di svilirne il significato da parte del centrodestra, i continui tentativi di revisionismo storico, sono campanelli di allarme che si affiancano a provvedimenti del governo che sembrano volere riportare l’Italia indietro. È importante allora più che mai che questo sia un 25 aprile di Resistenza, Antifascismo e valorizzazione della nostra Carta Costituzionale. Ma anche un 25 aprile di pace e libertà, di speranza per il Sud e per il lavoro. Ecco perché ribadiamo la nostra opposizione all’autonomia differenziata, un disegno che mina alle fondamenta l’unità del Paese riducendolo ad un assembramento di ‘statarelli’ e lasciando indietro il Sud. Su temi come la sanità, la scuola, i trasporti si creerebbe una secessione di fatto, veri e propri strappi e un impoverimento progressivo dei territori che porterebbe ad un aumento dell’emigrazione e dello spopolamento premiando chi ha maggiori risorse. A proposito dell’idea di Paese che il governo cerca di propinare, non possiamo non stigmatizzare come lo stesso vocabolo sia sempre meno usato dal centrodestra a favore di termini privilegiati dal Ventennio come quello di ‘nazione’, nel nome del quale il ministro dell’Agricoltura parla dell’immigrazione come un tentativo di ‘sostituzione etnica’. Noi che in Calabria abbiamo vissuto la tragedia di Cutro non possiamo che inorridire di fronte all’idea stessa e all’uso di termini propri della cultura nazista, intrisi di razzismo e logiche lontane dalle fondamenta del nostro Paese.  Ecco perché come Cgil riteniamo che ci sia la necessità di una lotta antifascista quotidiana, a favore di un Paese democratico, unito e accogliente, basato su un lavoro governato da logiche sane. Che sia 25 aprile sempre!”. È quanto affermano dalla Segreteria Regionale Cgil Calabria.

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