
Milano - I satelliti hanno fotografato la 'zampata' della tempesta Harry sul mar Tirreno meridionale: quelli che appaiono come graffi sono in realtà le scie e le turbolenze prodotte dai forti venti che hanno sferzato le acque più superficiali. La loro conformazione è visibile nell'immagine acquisita la mattina del 20 gennaio dal satellite Sentinel-1 di Copernicus, il programma di osservazione della Terra di Agenzia spaziale europea e Commissione Ue.
L'immagine mostra una situazione relativamente meno agitata vicino alle coste della Sicilia settentrionale e dell'Italia meridionale peninsulare, parzialmente riparate da una complessa topografia. Al contrario, le aree al largo mostrano una maggiore rugosità superficiale, indicando la presenza di venti di burrasca sostenuti. Intorno alle isole Eolie, le interazioni del vento sono particolarmente dinamiche. Le isole interrompono il flusso, generando scie, turbolenze e zone riparate, tutti elementi chiaramente impressi sulla superficie del mare. I dati radar del satellite Sentinel-1 forniscono osservazioni della rugosità della superficie del mare in qualsiasi condizione atmosferica, di giorno come di notte. Queste misurazioni supportano la valutazione dell'impatto delle tempeste, la pianificazione delle operazioni marittime e la modellazione delle dinamiche del vento regionale durante eventi meteorologici estremi nel bacino del Mediterraneo.
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