“Il Diritto alla Dignità” e le condizioni di vita nelle carceri al centro della seconda serata del Premio Muricello a San Mango D’Aquino

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San Mango d’Aquino - Un’apertura ad effetto per la seconda serata del Premio Muricello a San Mango D’Aquino che ha avuto inizio nei locali della Biblioteca comunale – già oggetto di un progetto di valorizzazione da parte della nuova amministrazione che ne prevede la riorganizzazione con l’inserimento di altri 25.000 volumi.

La Biblioteca ha ospitato la mostra “Radici” degli artisti sammanghesi Giovanna Sposato e Giuseppe Orlando. La prima a lungo operativa a Firenze, in una nota azienda di restauro, ritorna in Calabria per lavorare la ceramica tradizionale di Seminara, introducendo il processo della doratura e creando originali oggetti di design, ed è ideatrice di un progetto di esposizione che coinvolge Sposato come custode dell’arte, antica e preziosa, di lavorazione del legno di radica, perché, come spiega, “mio padre andava a bottega da suo padre”, ma che coinvolge anche numerosi poeti locali, le cui liriche sono state stampate ed esposte sui piatti di ceramica antica di una tavola apparecchiata al centro della sala, di fronte ad uno schermo su cui venivano proiettate immagini d’epoca in bianco e nero che ripercorrono la storia di San Mango.

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Si è svolta invece presso l’anfiteatro cittadino la premiazione delle personalità del territorio che si sono distinte nel rispetto del “Diritto alla Dignità”, tema dell’XI edizione del Premio, con particolare riferimento alle condizioni di vita nelle carceri. Il primo dei premiati è stato infatti il professor Charlie Barnao, docente di sociologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ente stipulatore di un accordo con l’Istituto Penitenziario di Siano, nel capoluogo, che consente dal 2017 ai detenuti il diritto allo studio, con eccellenti risultati, fra cui la pubblicazione di un libro sulle strategie di sopravvivenza in caso di ergastolo ostativo, estratto dalla tesi di Salvatore Curatolo, detenuto per 12 anni al 41 bis per reati di mafia che sconta attualmente l’ergastolo a Sulmona. Barnao, con l’aiuto di alcuni volontari, in particolare Giorgia Gargano, assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme, e la ricercatrice di Filosofia del Diritto Claudia Atzeni, crea all’interno del carcere un laboratorio di studio e autoetnografia, una pratica che aiuta i detenuti ad analizzare in senso autobiografico il proprio percorso di vita attraverso strumenti offerti dalla sociologia, che produce una serie di pubblicazioni e articoli scientifici, battendosi contro le mortificazioni di “un sistema che attua la tortura non come fenomeno di crudeltà occasionale ma come pratica scientifica”. La targa premio, realizzata dall’artista Maurizio Carnevali, viene consegnata a Barnao da Francesco Marsico, mentre è l’assessore alla cultura di San Mango Savina Arcuri a premiare il rapper Kento, autore di un progetto che lo ha portato ad incidere un pezzo con i ragazzi del carcere minorile di Catanzaro, accompagnato da un video con immagini tratte dal laboratorio nel quale, offrendo carta e penna ai giovani detenuti, ha dato loro la possibilità di tirare fuori la parte più profonda e sconosciuta del loro vissuto.

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Un lavoro simile a quello portato avanti da Francesco Cosentini, presidente dell’associazione LiberaMente, che da 20 anni porta avanti un’attività di volontariato nelle carceri della regione, in particolare nella Casa Circondariale di Cosenza, ma anche a Catanzaro, Paola, Rossano, Castrovillari, portando avanti progetti culturali, anche con donne e minori, e implementando le biblioteche, la scrittura creativa e autobiografica, la lettura, attualmente con il coinvolgimento di 20 volontarie. Il premio gli viene consegnato dal vicesindaco Antonio Viola, mentre è Giusy Vescio a consegnare nelle mani di Silvia Camerino, responsabile dei progetti per la legalità dell’associazione Muricello, la targa destinata a Salvatore Borsellino, presente con un contributo video a causa dell’impossibilità ad affrontare il viaggio per problemi di salute sopravvenuti che ne ostacolano la deambulazione. “Ho 82 anni”, sottolinea, “e questo mi impedisce di andare ovunque mi chiamano come ho sempre fatto, ma ora il sogno di Paolo si muoverà con altre gambe, perché non hanno ancora inventato una bomba che uccida l’amore”. Il fratello del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio è creatore della Casa di Paolo, non un museo ma un luogo diurno d’accoglienza e di studio per minori che fa rivivere i luoghi dell’infanzia dei fratelli Borsellino offrendo riscatto e nuove possibilità ai giovani, e del Movimento delle Agende Rosse che ancora oggi si batte, secondo le parole di Camerino,  “per il ritrovamento dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, che rappresenta un elemento di ricatto in mano alla parte deviata dello Stato, e per il riconoscimento di una verità storica ancora latente”. Premiato anche l’imprenditore Vincenzo Rota, titolare dell’azienda di salumi “San Vincenzo”, 40 milioni di euro di fatturato, nota per le sue politiche d’inclusione, già fornitore di Mc Donald’s Italia, attualmente per il caciocavallo silano Dop in formato affettato, ma “da settembre sapremo se nei prossimi panini per l’anno a venire saranno inclusi anche i nostri salumi piccanti”. Il premio all’azienda, fondata dai genitori di Rota, e dedicato a sua madre, viene consegnato dal sindaco di San Mango Gianmarco Cimino. Infine, il premio alla memoria viene consegnato dalla presidente del Consiglio Comunale Olga Manfredi ai fratelli Giacoia, figli dell’indimenticato Emanuele Giacoia, giornalista Rai noto per la conduzione di “90esimo minuto” ma anche grande appassionato di letteratura e archeologia, di cui ricorre il primo anniversario dalla scomparsa. I figli Valerio e Riccardo lo ricordano per la sua capacità di “insegnare ai giovani senza mai salire in cattedra, ma solo lasciandosi osservare”, per la voce e la parola difficili da imitare, ma soprattutto per “il rispetto del diritto all’informazione corretta, il diritto di sapere, che ha a che fare con la dignità, e che oggi spesso viene calpestato”.

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Il premio si conclude con il ricordo di Aldo Grandinetti, 35enne di San Mango, presidente della squadra di calcio locale, affermato professionista, marito e padre di due bambine, scomparso in maniera veloce e imprevedibile a causa di un male incurabile che lo ha strappato ai suoi cari – che daranno vita ad una borsa di studio intitolata alla sua memoria – agli amici numerosissimi, ai colleghi che lo hanno ricordato e a un’intera comunità che si è stretta in un abbraccio collettivo animato dalla musica e dalla voce di moltissimi artisti che hanno voluto offrire un tributo: Silvia Ferrieri, Maria Teresa Cimino, Federica Adamo, Orazio Manfredi, Ferdinando Mendicino, Antonio Varese, Giuseppe Orlando, l’attore Francesco Aiello interprete di alcune lettere scritte per Aldo, che “incarna il diritto non solo alla dignità,  ma alla ricerca della felicità” secondo il sindaco Gianmarco Cimino. Dunque la volontà di cercarla in una terra che sa offrire momenti positivi di grande coesione sociale, come il Premio Muricello, che coinvolge numerosi giovani – quelli della giuria letteraria, il progettista Antonio Esposito, Ludovico Chieffallo per l’aiuto logistico, il direttore artistico Ugo Floro e molti altri – in un intento condiviso di promozione e valorizzazione del territorio che continua a dare i suoi frutti.

Giulia De Sensi

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