Il live set di Sarafine chiude il “Festival del Lamento” a Soveria Mannelli: quattro giorni di incontri e spettacoli oltre la lagnanza

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Soveria Mannelli - Al grido di "Guaiiii" si è conclusa nella serata di domenica la seconda edizione del Festival del Lamento a Soveria Mannelli. Da un'idea dell'associazione DeDa, dall’1 al 4 agosto si è omaggiato un rito collettivo, un'espressione tipica dei calabresi: il lamento. "Non c'è niente" è stato il titolo di questa edizione 2024. Tanti gli ospiti saliti sul palco giornalisti, musicisti, artisti, scrittori, attivisti tutto a “lamentarsi” nel cuore della Calabria. L’ultima giornata si è conclusa con un live set con la musicista calabrese e vincitrice di X Factor, Sarafine che con la sua energia e grinta ha fatto ballare e divertire il pubblico sotto il cielo stellato della prima domenica di agosto in piazza Bonini. La cantante ha portato il suo stile musicale unico che ha stregato la piazza in un mix si elementi legati alla musica elettronica e leggera. Prima del concerto, i giovani organizzatori, capitanati da Gaetano Moraca, sono saliti sul palco per ringraziare quanti hanno reso possibile questa rassegna, dagli sponsor a ogni cittadino che ha contribuito fino al pubblico presente.

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Quattro giorni intensi partiti con un omaggio al poeta lametino Franco Costabile e conclusosi in musica con Mykyta Tortora Dreamy indie folk, Sarafine e, in tarda sera, mr. Salah After show dalla pianura di Giza. Nel mezzo, spettacoli, incontri e dialoghi su vari temi. Tra gli ospiti, i giornalisti Annarosa Macrì e Saverio Tommasi. Accolta con interesse anche la proiezione del documentario Semidei del regista Fabio Mollo. Presenti anche tante associazioni del territorio e artisti.

Una missione ben precisa, quella di DeDa, Associazione di promozione sociale che organizza il Festival, per discutere insieme e provare a superare i tanti problemi oggetto di lagnanze da parte dei meridionali. Dalla sanità, alla disoccupazione, alla mancanza di infrastrutture. Parlarne e prenderne coscienza è solo un primo passo. Il “Festival del Lamento”, è ritornato così ad animare il cuore di Soveria Mannelli, regalando emozioni, momenti d’ironia, musica, poesia e gusto ai tanti visitatori intervenuti.

Per cercare di superare quel mood di “lamentarsi” che costituisce in Calabria un’ontologia, uno scandire del tempo. Il Festival del Lamento aggrega così “lamentazioni private e le trasforma in pubbliche, permettendo di scoprire che poi, in fondo, il lamento è connaturato all’animo umano e che, a volte, parlando, ragionando, incontrandosi si può trovare la soluzione o, forse meglio, la compassione. In ultima analisi, il Festival del Lamento è la casa delle persone che da sole non sembrano granché ma che insieme diventano qualcosa di nuovo”.

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