“Il quieto vivere” arriva al cinema il 12 marzo, due anteprime in Calabria

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Cosenza - Arriva nelle sale il 12 marzo “II quieto vivere" di Gianluca Matarrese dopo il successo di “GEN_”, presentato al Sundance, unico italiano in Concorso, Gianluca Matarrese torna al cinema con “IL QUIETO VIVERE”, evento Speciale Fuori Concorso alle Giornate degli Autori, scritto con Nico Morabito, una co-produzione Faber Produzioni e Stemal Entertainment con Rai Cinema / Elefant Films con RSI, prodotto da Donatella Palermo con Alex Iordachescu, in collaborazione con la Calabria Film Commission, distribuito da Luce Cinecittà.

Due sono le anteprime previste in Calabria, alla presenza del regista e del cast che incontreranno il pubblico della nostra regione. La prima il 7 marzo a Corigliano-Rossano - al Cinema teatro Metropol alle ore 21, la seconda l’8 marzo a Cosenza - presso il Cinema San Nicola ore 20.15. Il film è stato girato in Calabria a Corigliano-Rossano e Sibari con alcune scene nel Parco Archeologico, è stato evento speciale alla Mostra del Cinema (Venezia per la 22esima edizione delle Giornate degli Autori). Scritto da Gianluca Matarrese e Nico Morabito, Il Quieto Vivere” racconta una guerra di famiglia. Non una famiglia qualsiasi, quella del regista... Protagoniste del film di Gianluca Matarrese sono infatti le sue cugine, Maria Luisa Magno e Imma Capalbo (cognate tra loro), sua madre Carmela Magno e le zie Concetta e Filomena, i cugini Sergio Turano e Giorgio Pucci e tutti i parenti del Cozzo. “Il Quieto Vivere” nasce da una storia vera, vissuta tra le mura della mia famiglia – racconta Matarrese. In un borgo calabrese dove il rancore è quotidiano e il conflitto è sacro, racconto la guerra domestica tra due cognate, Luisa e Imma. Attraverso un linguaggio che fonde documentario, finzione e teatro, mettono in scena un universo chiuso e iper-reale, dove ogni lite è una performance e ogni pranzo un campo di battaglia. Con ironia e crudeltà, esploro l’anticamera del crimine, quel momento sospeso in cui la tragedia del reale può ancora essere evitata, forse, grazie al cinema».

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