
Girifalco - "Narrare, confrontarsi e riflettere per sensibilizzare un' intera comunità su un tema delicato e complesso diffondendo i giusti valori basati sulla fiducia e sulla cultura del rispetto. Nella ricorrenza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne ha riscosso notevole successo l'iniziativa, promossa dall'assessore alle pari opportunità Elisa Sestito, che ha visto protagonisti tre ospiti apparentemente scollegati tra loro, ma fortemente connessi perché impegnati, pur nelle rispettive competenze, nella lotta a qualsiasi tipo di sopruso e di violenza: il regista Francesco Costabile (in modalità telefonica per impegni sopraggiunti) che ha diretto il pluripremiato film 'Una fimmina', il sacerdote antimafia già vice presidente dell'associazione Libera contro le mafie Don Marcello Cozzi, autore del libro “Lupare rosa. Storie d'amore, sangue e onore”, e il Sostituto Procuratore della DDA di Catanzaro Annamaria Frustaci, uno dei Pm del Maxi processo Rinascita Scott e autrice del libro 'La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia" è quanto si legge in una nota-
"La sala gremita, in ogni ordine di posto, per un evento che ha registrato la partecipazione del sindaco Pietrantonio Cristofaro e del dirigente scolastico dell'Istituto di Istruzione Superiore 'Ettore Majorana' prof. Tommaso Cristofaro. A moderare i lavori la giornalista Maria Chiara Caruso. Toccanti le parole di Don Marcello Cozzi che ha ricostruito le storie di alcune donne che hanno trovato il coraggio di ribellarsi alla forza della 'ndrangheta pagandone lo scotto con la vita".
“Nel raccontare le storie di Cetta e Tita - dice Don Marcello - non raccontiamo storie di vita di 'Serie B' ma raccontiamo storie di donne coraggiose che non solo hanno lottato per vivere il loro amore ma hanno lottato anche per ribellarsi a quel sangue che gli scorreva nelle vene che è poi il sangue della 'ndrangheta”. Emozionante il racconto di Annamaria Frustaci che ha sottineato come “la violenza di genere sia quella più vile e più difficile da denunciare perché strettamente connessa alle mura domestiche. Il contrasto a maltrattamenti e abusi fa emergere delle analogie con la lotta alle cosche mafiose. In entrambi i casi, infatti, sono preziose le notizie che arrivano dall'ambiente familiare. Sono quindi essenziali le informazioni che arrivano dai collaboratori di giustizia così come nel caso della violenza di genere dai figli dei padri violenti. In entrambi i casi bisogna trovare il coraggio di accusare i propri congiunti”. Pertanto sono fondamentali incontri come quello organizzato a Girifalco e l’importanza e il coraggio di rimanere in questa terra per contribuire, ognuno dalla propria postazione, a costruire una Calabria migliore”. Soddisfatta per la riuscita dell'iniziativa è l'assessore con delega alle pari opportunità Elisa Sestito, promotrice dell'evento. “Questo tipo di incontri e confronti servono a far riflettere e sensibilizzare l'intera comunità sul delicato e complesso tema della violenza di genere. Tutte le donne vittime di violenza, anche quelle potenziali, devono cominciare a capire che l'unica arma che hanno è quella di parlare, rompere il muro del silenzio e denunciare eventuali soprusi senza aspettare che sia troppo tardi”.
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