
Decollatura - “Per favorire l'integrazione scolastica e sociale dei ragazzi più fragili, oltre alle interlocuzioni ufficiali tra gli le istituzioni e soggetti del Terzo eettore che hanno competenze in materia, occorre un dialogo diretto, comunicativo, spesso anche in presenza, al fine di ricercare insieme strategie adeguate per a perseguire l'inclusione della “persona”, con il coinvolgimento della famiglia”. Ad affermarlo è Teresa Bambara, assessore alle politiche sociali del Comune di Lamezia Terme, la quale nei giorni scorsi è stata invitata dalla dirigente scolastica dell’istituto di istruzione superiore “L. Costanzo”, Antonella Mongiardo, presso la sede di Lamezia, per affrontare, insieme ai referenti del plesso, alcune problematiche sulla disabilità.
“Nel corso dell’anno - dice la preside Mongiardo- la nostra scuola ha vissuto delle situazioni di disagio dovute alla mancanza di un servizio di trasporto che accompagnasse gli alunni con difficoltà di deambulazione e senza la possibilità di essere condotti a scuola dai familiari. Per alcuni nostri alunni più fragili, in particolare - prosegue la preside - abbiamo riscontrato molte difficoltà, perché malgrado i numerosi solleciti rivolti alla famiglia nel tentativo di richiamarla all’adempimento dell’obbligo scolastico, nonostante l’intervento attivo della provincia, da noi investita del problema, e le segnalazioni al comune, non è stato facile agevolare la frequenza scolastica, ecco perché abbiamo promosso in questi giorni degli incontri con l’ente locale e le associazioni operanti sul territorio nell’ambito del sociale, nella speranza di affrontare e risolvere il problema del trasporto che potrebbe ripresentarsi anche il prossimo anno”.
"Talvolta - spiegano in una nota - le scuole lamentano una certa “solitudine” nell'affrontare i problemi legati all'inclusione per mancanza di un efficace dialogo con gli altri attori istituzionali. Per il secondo grado di istruzione, il principale ente di riferimento è la provincia. Come spiega la preside Mongiardo “in base al D.Lgs 112/98, tra le funzioni che Province e Comuni devono svolgere, vi sono anche “i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio", quindi anche il trasporto scolastico. Spetta dunque alle Province il compito di provvedere al trasporto scolastico relativo alle scuole superiori". “E, difatti- dice la dirigente scolastica Mongiardo- la provincia ha fatto il possibile, mettendo a disposizione delle risorse per attivare un servizio di trasporto, ma purtroppo i nostri ripetuti bandi per reclutare delle figure specifiche sono andati deserti. Nel caso di un nostro alunno, come ultima ratio la provincia ci aveva dato la possibilità di assegnare una quota alla famiglia affinchè provvedesse autonomamente a cercare una figura di riferimento, un parente o un amico, disponibile ac accompagnare e prelevare il ragazzo, ma ciò non è servito, perché, evidentemente, il problema va oltre quello strettamente logistico, coinvolgendo anche aspetti di degrado culturale e sociale, che andrebbero attenzionati dai servizi sociali”.
“In certi casi – dice l'assessore Bambara- c'è il rischio di assistere a un rimbalzo di competenze, per cui ogni soggetto coinvolto fa la propria parte, attenendosi ad un preciso iter amministrativo, ma poi, in pratica, i problemi non trovano una soluzione”. L'assessore ha comunicato che alcuni strumenti per affrontare complessivamente problematiche inclusive esistono già, come per esempio un bando emanato dal Comune di Lamezia Terme, in qualità di Comune capofila dell'ambito territoriale del lametino “dove, tra l'altro- ha precisato- sono previsti anche interventi per prestazioni di natura educativa/socializzante a favore di soggetti disabili under 18 al fine di migliorare la loro qualità vita e facilitarne l’inclusione sociale attraverso una rete integrata di servizi/interventi”.
Secondo la preside Mongiardo, “per garantire l’inclusione dei ragazzi con disabilità esiste tutta una rete di relazioni che intercorrono a diversi livelli di professionalità e responsabilità istituzionali. Intanto- chiarisce- si deve agevolare la frequenza degli alunni, per prevenire l’evasione dell’obbligo scolastico, di cui risponde la famiglia. Poi, però, c’è l’aspetto importante della vigilanza, disciplinato dal D.M. 489 del 2001, secondo cui: “Alla vigilanza sull'adempimento dell'obbligo di istruzione provvedono il sindaco, o un suo delegato, del comune ove hanno la residenza i giovani che, in virtu' delle disposizioni vigenti, sono soggetti al predetto obbligo di istruzione e i dirigenti scolastici. Nel corso dell'anno scolastico i dirigenti, responsabili delle istituzioni scolastiche, sono tenuti a verificare periodicamente la frequenza degli studenti assoggettati all'obbligo e ad effettuare i necessari riscontri delle cause giustificative delle eventuali assenze. Le autorita' comunali, deputate alla vigilanza, in caso di riscontrate inadempienze, provvedono con tempestivita' ad ammonire i responsabili dell'adempimento, invitandoli ad ottemperare alla legge. Dell'atto di ammonizione puo' essere data contestuale notizia ai centri di assistenza sociale, presenti sul territorio, per individuare le eventuali attivita' o iniziative che dovessero risultare piu' opportune per agevolare o realizzare le condizioni favorevoli per la frequenza della scuola dell'obbligo. In questa rete di rapporti è anche molto importante il ruolo dei servizi sociali, al fine di attenzionare specifiche problematiche familiari e sensibilizzare le famiglie con minori strumenti culturali sui loro doveri di adempimento della legge sull’obbligo scolastico".
Nei giorni scorsi, la dirigente del “Costanzo” ha promosso un incontro anche con le referenti del centro di riabilitazione dell’associazione Progetto Sud, le dottoresse Annamaria Bavero (coordinatrice del Centro) e Dorotea Bellantone, neuropsichiatra infantile. Alla presenza anche della referente d’indirizzo del Costanzo, prof.ssa Daniela Lepera, e del professore dell’agrario Gennarino Ruberto, si è discusso delle problematiche che interessano talvolta le famiglie degli alunni diversamente abiliti, che talvolta non consentono una regolare frequenza scolastica. Le referenti di Progetto Sud hanno concordato con la scuola, affermando che "anche l’associazione riscontra talvolta delle difficoltà nel gestire situazioni familiari difficoltose, oltre a difficoltà di comunicazione con gli enti pubblici territoriali". Tutti i convenuti hanno condiviso, dunque, "l’opportunità di potenziare la comunicazione tra istituzioni per meglio intervenire nella progettazione e attuazione dell’inclusione scolastica degli alunni disabili e rendere più proficua l’interfaccia con gli enti pubblici territoriali ed i relativi servizi sociali".
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