La storia di “Prometeus. Dalla terra il fuoco” a Carlopoli

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Carlopoli - A Carlopoli una nuova rappresentazione della sconvolgente storia di “Prometeus. Dalla terra il fuoco”, il 3 settembre alle 21:30, apre la nuova serie di date dello spettacolo della Compagnia Teatrale BA17, firmato dalla regista Angelica Artemisia Pedatella. Ispirato a fatti veri, a testimonianze raccolte e allo studio dei documenti sulle stragi contadine del Novecento, questo lavoro continua a suscitare interesse e plauso presso le amministrazioni più sensibili.

“Sono orgogliosa di poter proporre al mio territorio un’opera come questa – sostiene il giovane sindaco di Carlopoli Emanuela Talarico – perché significa ricordare da dove veniamo e credo che solo un popolo che conosce le proprie origini è in grado di disegnare il proprio futuro. Il ruolo di amministratore che rivesto impone di pensare alla cultura con una prospettiva molto più ampia del semplice intrattenimento e quest’opera dimostra che il divertimento può essere assolutamente coniugato con i contenuti di grande spessore”. Così il team BA17 torna a far tappa in un altro borgo della Calabria: Massimo Rotundo, Giuliana Tenuta, Giada Guzzo, Sabrina Pugliese, Raphael Burgo, Angela Gaetano, Antonio Sala e Vittoria Gargano, nella performance che unisce percussioni, fuoco, una recitazione in stile eschileo e tutta la veemenza della vera storia raccontata e mossa dal gioco narrativo di Claudio Cavaliere, il sociologo e scrittore che affianca la scrittura di Angelica Artemisia Pedatella con il suo stile conciso, pungente, sagace, in grado di restituire la tragicità dei fatti narrati con un velo di ironia senza deturpare la verità. “Il mondo delle tradizioni popolari e il mondo contadino è uno dei temi che sempre più spesso ci troviamo ad affrontare – spiega la regista – un po’ perché lo abbiamo dentro, in quanto calabresi, un po’ perché possiede un’importanza e un fascino che ha rapito nel tempo anche chi alla Calabria non apparteneva ma ci ha lasciato il cuore. Il primo dovere di noi artisti è quello di raccontare la verità, soprattutto in questa fase storica così complicata. Era impossibile non toccare un tema così essenziale. Ognuno ha il dovere ed il diritto di sapere a cosa appartiene”. Già accolto all’interno delle manifestazioni per le celebrazioni del Cinquantesimo anniversario dei Bronzi di Riace, lo spettacolo ha toccato alcuni dei borghi più belli e interessanti di Calabria. Carlopoli possiede una forte identità agricola, data dalle sue stesse origini. “Abitare questo territorio e rinnovarne la memoria con senso critico è lo strumento che abbiamo per potenziare la sua identità ed individuare linee di sviluppo che sono più che mai necessarie – continua il sindaco Talarico – perché gli abitanti di Carlopoli hanno dimostrato nel tempo di saper fare di necessità virtù più di una volta. Penso alla storia artigiana che ci appartiene e alla capacità di resilienza che la popolazione ha dovuto dimostrare tante volte. Questo non è un borgo antico, come tanti altri, poiché la sua fondazione risale a pochi secoli fa, eppure la storia contadina e i sacrifici della gente nel tempo ci accomunano ad una storia ben più antica”.

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