
Lamezia Terme - Deposta come ogni anno, in occasione della Festa della Repubblica, la corona d’alloro presso il monumento ai caduti di piazza 5 dicembre a Sambiase, alla presenza del Sindaco Mascaro, dell’Amministratore Apostolico Schillaci e di tutte le autorità civili e militari. Presenti anche numerosi rappresentati del mondo dell’associazionismo e della politica, a livello locale, regionale e nazionale, oltre a una folta platea di cittadini. In mattinata una corona è stata deposta presso le lapidi dei partigiani (delegazione comunale di Sant’Eufemia) e poi presso i monumenti ai caduti su corso Nicotera e di piazza 5 dicembre. Felice di tanta partecipazione, Mascaro ha voluto fare alcune riflessioni, particolarmente su quei principi della Carta Costituzionale, per la quale in tanti hanno sacrificato la propria vita. In primis quello per cui l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

“Non è possibile accettare oggi - ha chiarito il sindaco - che chi con dedizione lavora possa perdere la propria vita, ed è inaccettabile che una comunità democratica possa chiudere gli occhi sulle stragi che si compiono sui posti di lavoro, permettere che di lavoro si possa morire. Inoltre l’azione dello Stato è ipocrita e monca se non riesce ad attuare le giuste politiche d’inserimento al lavoro e ad imporre le precauzioni massime”. Ancora un monito perché i venti di guerra che soffiano sull’Europa trovino il paese vigile nel mantenimento della democrazia, e perché il meridione sia in grado di riscattarsi. “E’ necessario rafforzare la nostra coesione territoriale di fronte ai potentati – continua - perché quelle terre che ancora aspettano di vedere la luce non vedano bloccate le proprie prospettive di sviluppo. Terre piene di passione e di volontà ma ancora povere in qualità della vita, da cui oggi deve partire un urlo di crescita, per non essere vittime di subdole manovre che vadano a sottrarre, anche in vista del Pnrr, ciò che serve allo sviluppo reale dei territori”. La cerimonia si è conclusa con la recita di un Padre Nostro e la benedizione ai presenti impartita da Schillaci.
G.D.S.




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