
Lamezia Terme – Prenderanno il via domani gli esami di Stato, tanti gli studenti lametini che si troveranno ad affrontare la prima prova di quella che è una tappa verso la vita adulta e che rimarrà per sempre nei ricordi di ciascuno. Per questo motivo oggi, nella chiesa del Rosario, organizzata dall’Ufficio scuola della Diocesi, è stata celebrata una Messa – officiata da Don Giuseppe Gigliotti - alla quale, oltre agli studenti, sono stati invitati i genitori ed i docenti per vivere insieme un momento di preghiera comunitaria e di affidamento allo Spirito Santo. “Un gesto di attenzione che la Chiesa lametina rivolge ai propri ragazzi in un momento delicato della loro vita”. Il viceparroco del Santissimo Rosario, rivolgendosi ai ragazzi, ha ricordato che “la cosa importante è sapere che siamo preziosi, amati da Dio. Per poter mettere in pratica questa frase dobbiamo capire cosa significa volerci bene”.
Per l'occasione è stata letta la preghiera per il buon esito degli esami: "O Spirito Santo, tu che il giorno di Pentecoste illuminasti la mente dei tuoi Apostoli, facendo loro ricordare e comprendere tutte quelle verità che Gesù aveva detto loro nei tre anni di vita apostolica, Ti prego affinchè io possa ricordare e comprendere tutto ciò che ho appreso durante il periodo scolastico onde gli esami, che debbo sostenere abbiano buon esito. O Spirito Santo, anche in questo mio particolare assillo, fa che io veda e provi che Tu sei veramente lo Spirito di verità, lo Spirito consolatore che Gesù promise e mandò sugli Apostoli e sul mondo".

“Abbiamo perso di vista cosa significa amarsi - ha aggiunto don Giuseppe -, volersi bene. Spesso ci lasciamo incantare dalle tante voci che vogliono dirci cosa vogliamo diventare e perdiamo di vista ciò che ci dice il Vangelo e, cioè, che ognuno di noi è unico, è speciale. È importante avere la capacità di non farsi sedurre dalle tante distrazioni che ci sono nel mondo e capire che la voce di Dio è l’unica che ci dice che dobbiamo volerci bene e che siamo preziosi. Quelle perle di cui si parla nel Vangelo siamo ciascuno di noi, però non ci crediamo. Dobbiamo costruire la nostra originalità. Chiediamo al Signore che vi aiuti ad ascoltare la sua voce: se Lui cammina insieme a voi, la strada si fa più chiara. Allontanate dal vostro cuore tutte quelle voci che vi impediscono di essere voi stessi”.
“La Chiesa - ha proseguito don Giuseppe - viene vista come una mamma severa che ci dice cosa non si deve fare, in realtà quello che cerca di fare è dirti che non ti stai amando. Il Signore vi invita a fare un cammino dentro di voi per trovare la vostra felicità. La maturità è un momento particolare della nostra vita. Personalmente, lo ricordo come uno dei più intensi. È un periodo fatto di ansia, di stress, come se tutta la nostra vita dipendesse dal risultato di questo esame. La maturità ci chiama ad essere responsabili, ad essere adulti, a capire cosa stiamo facendo della nostra vita. Voi siete chiamati a diventare grandi, adulti e la maturità non può essere solo relegata all’ambito della scuola: avere dei progetti, cercare di farsi un’idea di cosa si vuole diventare da grandi, ma anche essere maturi sotto ogni punto di vista ed è bello leggere questa pagina del Vangelo che ci dà dei consigli belli. C’è una frase, infatti, che racchiude bene ciò che dovrebbe fare ogni cristiano: ‘tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro’. Ecco, se io voglio qualcosa, se io voglio che qualcuno rispetti i miei diritti devo essere io per primo a farlo”.


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