
Lamezia Terme - Un dialogo necessario, funzionale a orientare la campagna elettorale e il suo prossimo esito sui temi più cogenti, quello imbastito da Legambiente, che dopo un primo incontro a Roma riparte dalla Calabria per porre la politica di fronte alle proprie proposte concrete sulla transizione ecologica. Lo fa con il supporto delle associazioni operanti sul territorio, e sceglie Lamezia, nella sede della Fondazione Trame, realtà da sempre vicina alle sue iniziative, come sottolineato dalla project manager Cristina Porcelli. Sono ben 100 proposte quelle messe sul tappeto, in media 5 per ognuno dei 20 punti individuati – dalla crisi climatica alla pace, passando per le energie rinnovabili, l’economia circolare, la mobilità sostenibile, le risorse idriche, la lotta all’illegalità. Ne ha parlato in introduzione Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, invitando prima di tutto a dire la propria i responsabili di numerose entità associative operanti sul territorio, in modo da stimolare il successivo dibattito con i politici.
Si sono avvicendati al microfono, moderati da presidente del circolo di Legambiente-Lamezia Giovanni Arena, il presidente del Parco Nazionale del Pollino Domenico Pappaterra, il portavoce del Forum del III Settore-Calabria Luciano Squillaci, il delegato regionale del Wwf Angelo Calzone, la delegata FAI-Catanzaro Francesca Ferraro, il docente del Dipartimento di Fisica dell’Unical Raffaele Agostino, il responsabile dell’area centro-sud Conai Fabio Costarella e il direttore generale di Unirima Francesco Sicilia. Al centro del dibattito le energie rinnovabili, per le quali la Calabria sembra essere capofila dal punto di vista della produzione. “Ma gli impianti vanno diffusi sul territorio nazionale in maniera equa” sostiene Calzone, “La Calabria non dovrebbe diventare l’hub energetico d’Italia, anche perché non ha senso tagliare alberi, che assorbono CO2, per evitarne l’emissione”. Secondo Agostino, che studia un sistema innovativo di utilizzo dell’idrogeno per lo stoccaggio delle rinnovabili, è necessario “democratizzare la produzione e il consumo dell’energia, valorizzando in Calabria l’idroelettrico e il geotermico e potenziando le infrastrutture per il trasporto e la ricerca”.
Concorde sul tema delle infrastrutture Sicilia, che introduce anche quello della semplificazione normativa per la transizione ecologica nell’impresa. Non sempre concordi, fra loro e con gli interventi precedenti, i politici presenti: Giuseppe D’Ippolito di Impegno Civico si schiera infatti a favore dell'implemento ulteriore dell’eolico in regione, che si concretizzerebbe nella creazione del parco off-shore previsto a largo di Isola Capo Rizzuto. Francesco Mauro, candidato alla Camera per Italia Viva e sindaco di Sellia Marina si dice d’accordo anche con il ricorso al nucleare e alle trivelle, “perché, dicendo no, lasceremmo semplicemente spazio agli altri – vedi Francia e Croazia”. Più moderato Italo Reale del Partito Democratico, dicendosi “favorevole all’eolico solo nel rispetto delle regole”, e aggiungendo “se non si ha la certezza della pace non vedo come si possa pensare al nucleare”. Cerca di riportare chiarezza l’intervento di Filippo Sestito di Sinistra Italiana – Verdi d’Europa: “Il 76% dell’energia che produciamo in Calabria è da fonti rinnovabili, ma quello che abbiamo non ha nessuna ricaduta economica sul nostro territorio. E la giustizia ambientale non può non andare di pari passo con la giustizia sociale”. Per quanto riguarda l’altro tema caldo dei rifiuti e delle acque contaminate – rispetto alle quali uno dei problemi sembra essere il collettamento secondo Ugo Vetere di Unione Popolare – Sestito propone di riportare in mano pubblica la catena dello smaltimento. “Siamo convinti che in Italia la transizione sia possibile, per questo siamo qui”, conclude il direttore generale di Leambiente Giorgio Zampetti, “Ci sono le capacità e le potenzialità e non lo chiediamo solo noi ma lo chiede l’Europa, e lo esige il PNRR. La prossima legislatura governerà in quelli che saranno gli anni decisivi per superare la crisi climatica ed energetica, e noi riproporremo questi temi a chi sarà eletto e a chi comunque continuerà ad esprimersi nella vita pubblica”.
Giulia De Sensi
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