Lamezia contesa dalle cosche, relazione Dia: "Consorterie si riorganizzano dopo arresti"

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Roma - "L’area più instabile risulta essere quella di Lamezia Terme ove si registrano dinamiche criminali che traggono origine dal non ancora definito 'controllo del territorio' aspramente conteso dalle storiche cosche della Piana che starebbero tentando di riorganizzarsi a seguito delle incisive operazioni di polizia eseguite nel tempo (a partire dal 2012 “Medusa”, “Perseo”, “Chimera” e “Andromeda”) con l’arresto di numerosi esponenti apicali". È quanto si legge nella relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al secondo semestre del 2022, nel paragrafo dedicato alla provincia di Catanzaro.

"Compagine criminale variegata"

"A Lamezia Terme - prosegue la relazione della Dia - si confermerebbe la presenza di una variegata compagine composta dalla ‘ndrina confederata Iannazzo-Giampà-Cannizzaro-Daponte, egemone anche grazie all’alleanza con i Cerra-Torcasio-Gualtieri, un tempo rivali, e dai clan di etnia rom. Il 7 marzo 2022, sempre a Lamezia Terme, - ricorda la relazione - i Carabinieri hanno proceduto all’arresto dei presunti responsabili di un omicidio, e del contestuale ferimento di tre pluripregiudicati, consumato lo stesso giorno, ritenuti vicini alle consorterie Cerra-Torcasio-Gualtieri e Iannazzo-Giampà-Cannizzaro-Daponte".

Le cosche della montagna

"Nel territorio di Soveria Mannelli e Decollatura, - rileva la relazione della Dia - area nota come 'massiccio del Reventino', sarebbero operative le famiglie Scalise e Mezzatesta, tra loro contrapposte, attive anche nell’area montana della Presila catanzarese e gerarchicamente dipendenti dalle ‘ndrine Iannazzo-Cannizaro-Daponte e Giampà di Lamezia Terme".

B. M.

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