
Lamezia Terme - Un importante incontro medico-scientifico quello che si è svolto a Lamezia Terme, sul tema della gestione dell’ipercolesterolemia LDL (Low Density Lipoprotein, ovvero “colesterolo cattivo”) e sui progressi nelle terapie innovative per il raggiungimento dei target LDL-C. L’evento, organizzato dalla dottoressa Rosamaria Montesanti, ha rappresentato un momento di confronto e condivisione tra professionisti della salute impegnati nella prevenzione e nella cura delle patologie cardiovascolari. “Durante la giornata”, come si legge in una nota, “sono stati analizzati i dati più recenti relativi alla difficoltà di raggiungere i valori target di LDL-C nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, con particolare attenzione agli esiti dei registri SANTORINI e DA VINCI, che evidenziano una realtà preoccupante: Il 70% dei pazienti post-SCA (Sindrome Coronarica Acuta) non raggiunge i target LDL indicati dalle linee guida dopo un anno; solo il 58% dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare ottiene valori LDL < 70 mg/dl; appena il 3,2% dei pazienti arriva a livelli < 55 mg/dl (valore ottimale).

“Il colesterolo LDL non è più solo un fattore di rischio, ma un fattore causale per le malattie aterosclerotiche,” ha sottolineato la dottoressa Montesanti, evidenziando la necessità di interventi mirati e innovativi. Al centro del dibattito, i nuovi farmaci ipocolesterolemizzanti come gli anticorpi monoclonali, che si distinguono per efficacia e praticità, grazie all’utilizzo di una penna autoiniettabile che consente ai pazienti di gestire la terapia in autonomia. “Più basso è meglio”, il principio cardine delle linee guida, è stato ribadito come obiettivo primario, soprattutto nei pazienti ad alto e altissimo rischio. I nuovi presidi rappresentano una svolta nella pratica clinica, permettendo ai professionisti di superare le limitazioni delle terapie tradizionali e di migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti. Un intervento rilevante è stato quello del dottor Raffaele Mancini, che ha richiamato l’attenzione sul rischio epidemiologico nella regione Calabria e, in particolare, nel territorio di Lamezia Terme, dove si stimano circa 5.000 diabetici, un dato in crescita a causa di stili di vita poco sani e cattive abitudini alimentari. “La prevenzione deve essere una priorità delle istituzioni,” ha sottolineato il dottor Mancini, “perché solo con interventi mirati possiamo ridurre l’impatto di queste patologie e migliorare la salute della popolazione.”
La dottoressa Montesanti ha infine ringraziato il dottor Mancini e tutti i colleghi presenti per la partecipazione e il contributo fornito: “Confrontarsi e condividere esperienze è fondamentale per progredire nella gestione clinica. Solo unendo le forze possiamo garantire ai nostri pazienti le migliori cure possibili.”
G.D.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
