
Lamezia Terme - “L’istituto comprensivo Manzoni-Augruso è una scuola sicura dal punto di vista della qualità ambientale, come risulta dal monitoraggio effettuato dal Arpacal sul livello di onde elettromagnetiche generate da apparecchiature di telecomunicazioni indoor, come router, modem, centraline telefoniche e unità periferiche ad esse collegate via Wireless o Lan”. La dirigente Antonella Mongiardo comunica alla comunità scolastica gli esiti di un monitoraggio eseguito nei giorni scorsi da Arpacal, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente- Dipartimento provinciale servizio tematico radiazioni e rumore, diretto dalla dottoressa Filomena Casaburi. “La valutazione - si legge in una nota - di impatto elettromagnetico ambiente indoor è stata effettuata da Arpacal su espressa richiesta della dirigente Antonella Mongiardo, nell’ambito degli interventi di protezione e sicurezza dell’ambiente lavorativo. Nei locali scolastici di via Ferlaino è stato realizzato, così, un significativo numero di misurazioni dei livelli di campo elettromagnetico in prossimità delle possibili sorgenti CEM ad alta frequenza, al fine di stimare i livelli di campo elettromagnetico nell’ ambiente di lavoro. La tecnica di misura effettuata secondo procedure standard ed impiegate dall’Agenzia consiste nella osservazione e registrazione dei campi elettromagnetici che insistono in una determinata area, in accordo con le norme tecniche previste e adottate per le osservazioni di campo elettrico generati da una sorgente ad alta frequenza. Nella relazione Arpacal, vengono descritti gli esiti del monitoraggio effettuato il 5 luglio scorso, a tutela della salute pubblica della platea di soggetti in tenera età, trattandosi appunto di una scuola”.
La relazione, dopo aver premesso che il documento “non può costituire una deroga alle ottemperanze in capo al datore di lavoro e responsabile della sicurezza, circa la valutazione dei rischi derivanti dalla presenza di agenti fisici presunti o reali previsti dal d.lgs. n.81/08 ed in particolare, in materia di radiazioni non ionizzanti, riporta gli esiti delle misurazioni dei campi elettromagnetici”, descrive le osservazioni registrate nella giornata dedicata a tali misure, riportando le valutazioni di merito circa la grandezza osservata.
“In questo lavoro - spiega il documento - sono state realizzate misure di esposizione ai campi elettrici ad alta frequenza su tutta l’area di interesse applicando le modalità di misura previste dalle norme tecniche e registrando l’intensità del campo elettrico. I limiti di esposizione previsti dalla norma per la sorgente di nostro interesse sono indicati dal DPCM del 8/7/2003. Le misurazioni di tipo campale dei livelli di campo sono state effettuate nei punti considerati più significativi ai fini della corretta valutazione dei presunti effetti sanitari connessi all’esposizione a radiazioni non ionizzanti. Sono state effettuate misure a diverse altezze e in diverse stanze, corridoio e luoghi aperti a pubblico e alunni. I valori registrati descrivono lo stato elettromagnetico al momento della misura dei livelli di intensità di campo elettromagnetico che insistono nell’ambiente di vita. Le valutazioni conclusive di questo documento tengono conto anche degli ultimi riferimenti normativi in materia di radiazioni ionizzanti anche se relativi ai luoghi di lavoro - d.lgs. n.159, 1 agosto 2016, attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi”.
In conclusione, “i valori - si legge nel documento - sono ampiamente nella norma. I valori misurati presentano un ambiente indoor dove non vi è alcun superamento dei limiti fissati dalle disposizioni legislative di riferimento. La tabella dei valori mostra un quadro sufficientemente chiaro, in cui i livelli di campo elettromagnetico misurati nel luogo indagato, sono compatibili con il fondo antropico elettromagnetico. Persino gli obiettivi di qualità (6 V/m) e i valori di attenzione del campo (6 V/m), intesi come mediana dei valori registrati su un intervallo temporale di 24 ore sono ampiamente rispettati. Le misure dimostrano, che la grandezza fisica osservata, nei periodi in cui è stato attivato il monitoraggio non presenta alcun superamento negli spazi con una permanenza umana media superiore alle 4 ore (ambienti di vita interni ed esterni). La presente relazione – conclude- è il risultato di un monitoraggio ambientale e pur rappresentando una stima accurata ed affidabile del rischio di impatto elettromagnetico non è da intendersi come una valutazione del rischio ai fini del decreto legislativo n.81/2008 s.m.”.
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