
Lamezia Terme - Nelle scorse settimane sono stati resi noti i contributi regionali assegnati alle biblioteche calabresi per "arricchire" questi importanti presidi culturali sui territori. Per un corretto utilizzo dei fondi, diverse associazioni di librai italiani, hanno scritto nei mesi scorsi una lettera, fra gli altri, ai direttori delle Biblioteche beneficiarie dei contributi, al direttore generale delle biblioteche, al presidente dell'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani.
"Il decreto ministeriale - afferma Gioacchino Tavella, aderente all'Ali, Associazione librai italiani - ha la finalità di supportare il libro e la filiera dell’editoria libraria, e in particolare le librerie, pertanto sono esclusi gli acquisti di prodotti diversi come cd, audiolibri, ebook, scaffali, arredi, eccetera. Gli acquisti devono essere effettuati per il 70% presso tre diverse librerie con codice Ateco principale 47.61 presenti nel territorio della città metropolitana, della provincia, nonché della regione qualora nella città metropolitana o nella provincia non siano presenti almeno tre librerie con il suddetto codice Ateco. Per il restante 30% si può prescindere dal codice Ateco principale 47.61 e dal vincolo territoriale, fermo restando che, nel rispetto delle finalità del decreto ministeriale disciplinante la materia, con il contributo assegnato non sono ammissibili acquisti effettuati fuori del territorio nazionale o tramite piattaforme di e-commerce, mentre sono ammissibili acquisti effettuati presso editori locali che siano anche distributori delle proprie edizioni. Il contributo va integralmente speso, per cui le fatture che saranno prodotte - necessariamente recanti data successiva alla comunicazione ufficiale dell’elenco dei beneficiari - dovranno essere di ammontare almeno pari al contributo assegnato. La verifica della spesa terrà conto dell’importo effettivamente fatturato, e non del prezzo di copertina dei libri acquistati. Il regime degli sconti per le biblioteche - conclude Tavella - è definito dalla Legge 15/2020 e le modalità di acquisto non rilevano ai fini della verifica del corretto uso del contributo". Vi è da dire che spesso si trascura un dato oggettivo importante. Occorrerebbe cioè che i beneficiari si rivolgessero a chi opera nei comuni e svolge l'attività in loco. Si tratta di veri e propri presidi culturali di prossimità che hanno anche funzioni di spazi aggregativi.
A.C.
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