
Lamezia Terme - Francesco Grandinetti, Presidente del Circolo PD di Lamezia, interviene per “denunciare e sostenere” l’appello affidato a Il lametino dalla madre di un giovane paziente cronico di 28 anni.
“La sua richiesta è semplice e legittima: ottenere risposte chiare e puntuali riguardo alla situazione del figlio ventottenne, affetto da spondilite anchilosante, una malattia debilitante che lo ha reso praticamente invalido. È assurdo che, nonostante i progressi in campo medico e la disponibilità di nuovi farmaci in grado di migliorare significativamente la qualità della vita di suo figlio, le informazioni e le cure necessarie vengano negate o ritardate. La signora accompagna regolarmente il figlio presso il day hospital, ma i risultati degli esami – fondamentali per monitorare la malattia e per stabilire le terapie adeguate – non vengono comunicati. Il medico che lo segue in intra moenia non ha dunque accesso ai dati essenziali per adattare le cure in base alla situazione reale del paziente. Nel 2024, è impensabile che una madre sia costretta a lanciare un appello pubblico per ottenere ciò che dovrebbe essere un diritto inalienabile: l’accesso alle informazioni sulla salute del proprio figlio. Questo silenzio istituzionale non solo aggrava la sofferenza fisica del giovane, ma rappresenta un’ulteriore ingiustizia nei confronti di una famiglia che già affronta una situazione estremamente difficile. Noi del Partito Democratico non possiamo tollerare una deriva simile, dove la burocrazia e la mancanza di comunicazione colpiscono in maniera così pesante le persone più vulnerabili. La signora non chiede privilegi, ma semplicemente ciò che le spetta di diritto: risposte chiare e un’assistenza sanitaria degna. Ci uniamo tutti all'appello affinché venga fatta chiarezza e giustizia. Non dovrei essere io a dover stare vicino a questa madre coraggiosa, ma dovrebbe farlo un'amministrazione attenta, un sindaco sensibile alle necessità dei propri cittadini. È compito delle istituzioni intervenire, con autorevolezza e tempestività, per garantire un minimo sollievo a un ragazzo la cui vita è stata stravolta da una malattia così grave”.
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